Ecco come funziona la tecnica per avere soldi dai turisti che ha messo nei guai quattro uomini tra i 25 e i 54 anni
Quattro facchini abusivi accusati di rapine ed estorsioni ai danni dei turisti sono stati raggiunti da misure cautelari nell’ambito di un’operazione della squadra mobile della questura di Venezia , coordinata dalla procura lagunare. Tre degli indagati, tutti uomini di età compresa tra i 25 e i 54 anni , sono già stati condotti nel carcere di Santa Maria Maggiore , mentre un quarto risulta ancora ricercato . Le accuse contestate, a vario titolo, sono di estorsione consumata e tentata e rapina, tutte aggravate. L’attività investigativa, infatti, ha portato all’emissione di due distinti provvedimenti cautelari, come riferisce il Corriere della Sera .
Come funzionava la tecnica per avere soldi dai turisti
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, gli indagati avrebbero preso sistematicamente di mira turisti provenienti dall’Est asiatico e dal Medio Oriente nelle aree di maggiore afflusso, in particolare sul ponte Calatrava e nei pressi della stazione ferroviaria di Venezia Santa Lucia. Le vittime , spesso anziani o donne , venivano avvicinate e private dei bagagli, che i facchini afferravano anche contro la loro volontà per poi trasportarli oltre il ponte o lungo le scale della stazione. La restituzione delle valigie ai turisti avveniva soltanto dietro pagamento di somme imposte dagli stessi porter , con intimidazioni e pressioni psicologiche .
Le estorsioni emerse nelle indagini
Le indagini hanno documentato, tra gli altri episodi, una tentata estorsione e un’estorsione ai danni di due turisti israeliani il 21 febbraio scorso, una rapina nei confronti di un visitatore giapponese il 23 febbraio e un’ulteriore tentata estorsione seguita da rapina ai danni di due cittadini giapponesi il 10 marzo.
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La rapina sul treno
A uno degli arrestati e a un altro facchino abusivo viene inoltre contestata una rapina commessa il 24 gennaio a bordo di un treno fermo nella stazione di Venezia Santa Lucia, episodio che ha dato origine a una seconda misura cautelare richiesta dalla procura e notificata dalla polizia ferroviaria.
Foto di copertina da archivio
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