I laboratori finanziati dagli Usa in Ucraina esistono davvero e sono pubblici dal 2005. Nelle slide nessuna arma biologica
Il 12 giugno 2026 l’ufficio del Direttore dell’Intelligence nazionale degli Stati Uniti (ODNI), guidato dalla direttrice uscente Tulsi Gabbard , ha pubblicato un comunicato e quattro slide «declassificate» sui laboratori biologici in Ucraina finanziati da Washington. Sui social è partita subito una frase che gira da giorni: «Avevano ragione i complottisti, i biolaboratori ucraini esistono», a sostegno della propaganda russa. Ecco cosa dicono realmente i documenti, e da dove provengono.
Per chi ha fretta
I laboratori finanziati dagli Stati Uniti in Ucraina esistono davvero, e sono pubblici da anni . Fanno parte del Biological Threat Reduction Program , attivo dal 2005.
Nessuno aveva mai negato la loro esistenza . Era stata smentita un’altra narrazione, ovvero che fossero fabbriche di armi biologiche.
Le cifre principali del rilascio 2026, 200 milioni di dollari e una quarantina di laboratori, erano già in una scheda pubblica del Pentagono del 2022 .
Le quattro slide dell’ODNI non contengono mai l’espressione «gain of function» , il guadagno di funzione, e non documentano la produzione di armi biologiche.
Per ammissione dell’ODNI stessa, parte del materiale è open source , cioè raccolto da fonti già pubbliche, compreso il sito dell’ambasciata USA a Kiev.
La grafica della slide più citata coincide con una pagina del dossier che la Russia presentò alle Nazioni Unite nel 2022 , dossier respinto dal Consiglio di Sicurezza.
Il documento dell’ODNI contiene errori molto gravi dal punto di vista geografico .
Cosa ha pubblicato l’ODNI il 12 giugno
Il documento è il comunicato numero 10-26 dell’Office of the Director of National Intelligence, accompagnato da quattro slide declassificate il 23 aprile 2026 e diffuse il 12 giugno. Gabbard parla di nuove prove di un finanziamento statunitense a oltre 120 laboratori biologici in più di 30 Paesi , di cui oltre 40 in Ucraina. Le slide elencano i patogeni custoditi, tra cui antrace, tularemia, tubercolosi, peste suina africana, Newcastle Disease, MERS, SARS, Marburg, Ebola, Lassa e peste, indicano la società americana Black & Veatch come contractor che ha coordinato la costruzione, riportano costi e subappaltatori dei singoli laboratori e segnalano la certificazione per i «patogeni particolarmente pericolosi».
L’annuncio del rilascio nel post di Tulsi Gabbard del 12 giugno 2026. Fonte, profilo X @DNIGabbard.
Nel comunicato la direttrice accusa le amministrazioni precedenti di aver occultato l’esistenza di questi laboratori e afferma che figure come Anthony Fauci e funzionari dell’amministrazione Biden avrebbero mentito al popolo americano. Inoltre, Gabbard collega il rilascio all’ ordine esecutivo 14292 , firmato da Donald Trump nel maggio 2025, che vieta i finanziamenti federali alla ricerca «gain of function».
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Una delle quattro slide diffuse dall’ODNI il 12 giugno 2026. Fonte, ODNI, BIOLAB_Slides.pdf su dni.gov.
La pubblicazione arriva nelle sue ultime settimane in carica, perché Gabbard ha annunciato il 22 maggio 2026 le dimissioni a fine giugno per dedicarsi alla malattia del marito.
Il programma esiste dal 2005 ed è sempre stato pubblico
La parte vera è anche la più nota. Infatti, i laboratori rientrano nel Biological Threat Reduction Program , il braccio biologico del Cooperative Threat Reduction nato negli anni Novanta, dopo il crollo dell’Unione Sovietica, per mettere in sicurezza materiali e patogeni delle ex repubbliche.
In Ucraina il programma opera dal 2005, dove la presenza di patogeni pericolosi in questi laboratori è la norma, perché sono collezioni ereditate dall’era sovietica che il programma serve a custodire in sicurezza. Non si tratta, dunque, di un arsenale.
C’è un documento che rende evidente fino a che punto tutto questo fosse già noto e pubblico in passato, ed è una scheda informativa pubblicata dal Dipartimento della Difesa l’11 marzo 2022. Già allora il Pentagono scriveva di aver investito dal 2005 circa 200 milioni di dollari in Ucraina , a sostegno di 46 laboratori, strutture sanitarie e siti diagnostici. Sono le stesse cifre che oggi vengono presentate come “clamorosa rivelazione”.
La scheda del Pentagono dell’11 marzo 2022 conteneva già le cifre di 200 milioni e 46 laboratori. Fonte , U.S. Department of Defense, media.defense.gov.
La scheda spiegava che i laboratori sono di proprietà e gestiti dal governo ucraino , che il programma serve a consolidare e mettere in sicurezza i patogeni e a permettere all’Ucraina di rilevare e segnalare i focolai, e che quelle strutture…
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