Tutto nasce da un feed di Facebook diventato, agli occhi di un dirigente scolastico , una bacheca fuori controllo di “pagelle” condivise senza esitazione. Genitori, parenti e conoscenti che pubblicano voti, nomi, cognomi e in alcuni casi persino dati sensibili degli studenti e che trasformano i risultati scolastici in contenuti social da collezione. È da qui che prende forma la provocazione di Alfonso D’Ambrosio , dirigente dell ’istituto comprensivo di Lozzo Atestino (Padova) , che ha deciso di intervenire con un esperimento volutamente provocatorio per denunciare la sovraesposizione digitale dei minori.
Sul suo profilo Facebook ha pubblicato una finta pagella generata con l’intelligenza artificiale , accompagnata da un messaggio realistico e ironico: “Auguri, Mario, per la promozione! Complimenti per il tuo 6 in italiano, il 7 in musica e persino per quei due 5 che fanno tanto “studente autentico”. L’effetto è immediato, ma completamente diverso da quello immaginato: il post esplode tra reazioni e commenti, senza che molti utenti leggano davvero il contenuto.
D’Ambrosio racconta i numeri e il fraintendimento generale: “Migliaia di persone hanno commentato senza leggere il testo del post. 1600 like e più di 350 commenti in poche ore, per dare un’idea dei numeri. Il punto è che nessuno ha letto tutto il post eppure tutti si sono lanciati nei commenti. Ci sono stati commenti negativi, offensivi, ma anche altri che elogiavano risultati scolastici inesistenti. Forse è questa la cosa che mi ha colpito di più, ovviamente in modo negativo. Mario non esiste. La sua pagella è stata generata con l’intelligenza artificiale. Eppure il dubbio non è venuto a nessuno (nonostante il post chiarisse tutto nella chiusa)”.
Scuola
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