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ItalyCrime8 days ago

Ricin case, a friend of the Di Vita family accused of favoritism: inconsistencies in the chat with her testimony

The mystery surrounding the ricin poisoning deaths of Sara Di Vita and her mother Antonella di Ielsi in Pietracatella, Italy, continues to deepen. More than five months after the investigation into the aggravated premeditated murder was opened, a close friend of the Di Vita family has been reported for obstruction of justice and aiding the investigation. The friend was questioned multiple times by the Mobile Squad and consistently denied any family tensions. However, investigators claim that evidence from seized smartphones, including chats, indicates the woman was aware of family issues and intentionally hindered the investigation.

Si infittisce il mistero sul giallo di Pietracatella , il comune in provincia di Campobasso dove, tra il 27 e il 28 dicembre 2025, sono morte Sara Di Vita e sua madre Antonella di Ielsi per avvelenamento da ricina. Sono passati più di cinque mesi dall’apertura del fascicolo per omicidio aggravato dalla premeditazione: ora una stretta amica della famiglia Di Vita è stata denunciata a piede libero per favoreggiamento e per aver ostacolato le indagini.

Gli agenti hanno deciso di procedere dopo un’interrogatorio in questura della donna, l’ennesimo degli ultimi mesi. Tra gennaio e oggi, l’amica di famiglia è stata sentita tre volte negli uffici della Squadra Mobile come persona informata dei fatti e ha sempre negato tensioni e problemi all’interno del nucleo familiare . Le sue parole però sono state smentite, secondo gli investigatori, dai riscontri oggettivi: contrariamente a quanto dichiarato, la donna era a conoscenza dei problemi e gli agenti hanno ritenuto che abbia agito per ostacolare le indagini. La Squadra Mobile di Campobasso negli ultimi giorni ha ottenuto i primi responsi dai telefoni sequestrati nella casa di Pietracatella lo scorso 4 maggio. Proprio all’interno degli smartphone sono presenti alcune chat che proverebbero le tensioni familiari, soprattutto nel passato della coppia Di Vita, e quindi incongruenze con le testimonianze resa dall’amica di famiglia. Nel dettaglio i contenuti riguardano i telefoni delle due vittime, il cellulare della sorella maggiore Alice Di Vita, un tablet, un pc e due modem della casa.

Dall’inizio dell’inchiesta ci sono state oltre 160 sommarie informazioni testimoniali . Il numero dei verbali però è superiore a quello delle persone effettivamente ascoltate poiché diversi testimoni sono stati convocati più volte per approfondimenti e chiarimenti su aspetti ritenuti rilevanti.

Intanto proseguono gli interrogatori ad altri conoscenti dei Di Vita, ma non è ancora stato fissato il nuovo sopralluogo nella casa di Pietracatella, in via Risorgimento, sotto sequestro ormai da cinque mesi e mezzo. L’obiettivo è effettuare ulteriori verifiche e cercare eventuali tracce della tossina o altri elementi che possano contribuire alla ricostruzione delle modalità con cui la ricina sarebbe stata introdotta nell’abitazione. A inizio giugno la trasmissione televisiva Dentro la Notizia ha individuato una pianta di ricino in un terreno agricolo situato a circa quindici chilometri dal comune del presunto duplice omicidio. Per fine mese sono anche attesi i risultati delle autopsie sui corpi delle due vittime .

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Source document: Squadra Mobile di Campobasso

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Il Fatto QuotidianoIndependentCenter8 days ago
Ricin case, a friend of the Di Vita family accused of favoritism: inconsistencies in the chat with her testimony

The mystery surrounding the ricin poisoning deaths of Sara Di Vita and her mother Antonella di Ielsi in Pietracatella, Italy, continues to deepen. More than five months after the investigation into the aggravated premeditated murder was opened, a close friend of the Di Vita family has been reported for obstruction of justice and aiding the investigation. The friend was questioned multiple times by the Mobile Squad and consistently denied any family tensions. However, investigators claim that evidence from seized smartphones, including chats, indicates the woman was aware of family issues and intentionally hindered the investigation.

Bias read (Center): The article presents factual information without overtly biased language or framing. It reports on the investigation and the friend's alleged obstruction without taking a stance or using emotionally charged terms. The content is neutral and based on reported findings from the investigation.

Official sources cited

  • government Squadra Mobile di Campobasso

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