In un acceso scambio durante una sessione del Parlamento croato, noto come Sabor, il deputato Miro Bulj (del partito Most) ha sollevato preoccupazioni per il potenziale coinvolgimento del personale militare croato in una cerimonia a Parigi. La discussione si è incentrata sul fatto che ai soldati croati sarebbe stato permesso di salutare Fabien Mandon, capo delle forze armate francesi, che in precedenza aveva dichiarato che i bambini in Francia e in Europa devono essere preparati a combattere contro la Russia.
Bulj ha chiesto al vice primo ministro e ministro della Difesa Ivan Anušić se avrebbe permesso ai soldati e agli ufficiali croati di salutare Mandon. Ha sottolineato che questa questione è stata discussa in vista di un dibattito parlamentare sulla relazione sulla difesa del 2025 e le decisioni riguardanti il ritiro dei soldati croati dalle missioni in Iraq e Libano.
Il presidente del Parlamento croato, Gordan Jandroković, ha chiarito che l'evento in questione era puramente cerimoniale e non correlato all'impegno militare. Ha sottolineato che i soldati croati non avrebbero combattuto per interessi stranieri e che il tema della partecipazione a una guerra non esisteva in questo contesto. Jandroković ha esortato i parlamentari a non diffondere il panico o confondere il pubblico, osservando che tutti gli Stati membri dell'Unione europea, compresi quelli non ancora parte dell'unione, avrebbero partecipato alla parata. Ha anche menzionato che anche la Serbia avrebbe preso parte, sottolineando che la Croazia avrebbe scelto di non partecipare, sostenendo che erano più prudenti degli altri.
I membri dell'Unione Democratica Croata (HDZ) hanno accusato Most di diffondere falsità e ingannare il pubblico. Stipan Šašlin, un rappresentante dell'HDZ, ha criticato Bulj, affermando che come soldato croato dovrebbe vergognarsi di aver ingannato il pubblico e i compagni soldati. Šašlin ha sottolineato che i soldati hanno sempre detto la verità alla loro nazione, a differenza di Bulj, che stava presentando menzogne.
In risposta, Jandroković ha osservato che molti paesi europei, in particolare quelli delle regioni baltiche e scandinave, discutono la possibilità di un conflitto con la Russia, che è uno scenario potenziale, ma non significa che il contatto con loro debba essere interrotto.
Ivica Kukavica dei socialdemocratici (DP) ha sottolineato che l'attuale situazione della sicurezza è significativamente diversa rispetto agli anni precedenti, accogliendo quindi con favore l'aumento degli investimenti in difesa in Croazia, in particolare la reintroduzione dell'addestramento militare di base.
Il deputato indipendente Nino Raspudić ha sollevato domande su come il governo avrebbe assicurato la sostenibilità fiscale aumentando la spesa per la difesa al cinque per cento del PIL e quali benefici l'industria militare croata avrebbe derivato da tali investimenti.
Il dibattito ha sottolineato la complessa dinamica tra i partiti politici per quanto riguarda la politica di difesa nazionale e l'impegno internazionale. Ha anche evidenziato preoccupazioni più ampie per la prontezza e la capacità delle forze armate croate, nonché la necessità di una comunicazione responsabile da parte dei leader politici per prevenire allarmi inutili tra il pubblico. Mentre le discussioni continuano, l'attenzione rimane sul garantire che le strategie di difesa della Croazia siano allineate sia con gli interessi nazionali che con gli impegni internazionali senza compromettere la sua autonomia strategica o il benessere del suo personale militare.
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