Zoran Stevanović, presidente dell'Assemblea Nazionale della Slovenia, ha annunciato la sua intenzione di visitare la Russia, segnando il primo contatto di questo tipo con le autorità parlamentari russe dal 2022.
L'annuncio è stato reso pubblico tramite il partito Resnica, che ha sottolineato la necessità di un dialogo con la Russia e l'Ucraina per raggiungere una risoluzione pacifica. La dichiarazione ha sottolineato che la strada per la pace non passa attraverso la guerra e ha chiesto sforzi per raggiungere un accordo. Stevanović ha condiviso il messaggio sul suo profilo Facebook personale, ampliando ulteriormente la sua visibilità tra il pubblico e gli ambienti politici.
Inoltre, c'è incertezza su quando potrebbe arrivare un invito per la visita. Queste lacune hanno alimentato le speculazioni e sollevato preoccupazioni sulle implicazioni di un gesto diplomatico di così alto profilo. In risposta alla notizia, Franc Breznik, leader della commissione per gli affari esteri dell'Assemblea nazionale e membro dei socialdemocratici (SDS), si è distanziato dalla visita proposta. Ha sottolineato che rappresenterà un'iniziativa personale o di partito piuttosto che una posizione ufficiale della politica estera della Slovenia.
Breznik ha ribadito che la Slovenia, in quanto membro dell'Unione europea e della NATO, sostiene il diritto internazionale, la sovranità e l'integrità territoriale, mentre condanna l'aggressione della Russia contro l'Ucraina. Ha avvertito che è irrealistico aspettarsi cambiamenti strategici nei negoziati tra Russia e Ucraina da una visita di un rappresentante di un partito di opposizione. Il Partito socialdemocratico (SD) ha chiesto chiarimenti al primo ministro Janez Janša e al Ministero degli Affari esteri e europei.
Il SD ha espresso la sua sorpresa per il silenzio di Janša, specialmente date le recenti discussioni all'interno del suo partito su presunte connessioni russe e minacce alla sicurezza legate all'amicizia del presidente della repubblica con qualcuno che detiene la cittadinanza russa.
Il diplomatico russo Yuriy Pilipson ha accolto con favore lo scambio tra i due leader parlamentari come un segno di comportamento razionale tra i politici europei che sostengono un dialogo rinnovato con la Russia. Tuttavia, ha sottolineato che la politica estera della Slovenia è determinata dal suo governo e le dichiarazioni del primo ministro Janez Janša e del ministro degli Esteri Tone Kajzer riflettono ancora la dottrina anti-russa dell'UE e della NATO.
Mentre il governo mantiene una ferma posizione contro l'aggressione russa, le azioni di singoli politici e partiti possono creare ambiguità e sollevare domande sull'unità nazionale negli affari esteri.
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