La presidente della Repubblica di Slovenia, Nataša Pirc Musar, è stata ferita in un incidente stradale che ha coinvolto il suo veicolo ufficiale. L'incidente si è verificato nel tunnel di Kastelec vicino a Trieste, dove il conducente della sua Mercedes-Benz V 300 si è scontrato con la parte posteriore di un veicolo che la seguiva a causa di una distanza di sicurezza insufficiente. La presidente ha subito una clavicola rotta e è stata portata all'Ospedale Generale di Isola per il trattamento. La collisione è avvenuta durante il suo viaggio di ritorno dalla Croazia, dove era stata in vacanza, dopo aver partecipato a un evento ufficiale a Komenda, di cui era patrona.
Ha viaggiato con il suo personale di sicurezza, una guardia del corpo, un ufficiale di sicurezza e due compagni, entrambi amici intimi. Uno dei compagni ha subito lesioni più gravi, mentre l'altro è rimasto illeso. Le circostanze dell'incidente sono ancora sotto indagine da parte delle autorità competenti. La presidente ha pubblicamente riconosciuto di non aver indossato la cintura di sicurezza, che ha descritto come il suo più grande errore. Ha sottolineato che questa esperienza dovrebbe servire da avvertimento a tutti i passeggeri di allacciare sempre le cinture di sicurezza, anche sui sedili posteriori.
Nonostante le affermazioni che uno dei compagni potrebbe essere un cittadino russo, ci sono stati suggerimenti che questo potrebbe rappresentare un rischio per la sicurezza nazionale, portando potenzialmente a un'inchiesta di impeachment contro il presidente. Tuttavia, i funzionari del suo gabinetto hanno respinto queste accuse come infondate.
Inizialmente, i membri della coalizione al governo si sono opposti al referendum, sostenendo che la legge affronta anche le questioni relative alle tasse, che la costituzione proibisce i referendum su. Con la decisione della corte costituzionale che ha annullato questo divieto, il periodo di 35 giorni per raccogliere 40.000 firme verificate inizierà il 1 ° settembre. La legge provvisoria, approvata l'11 maggio, include disposizioni come aliquote IVA più basse per gli alimenti di base e i fornitori di energia, limiti ai contributi, cambiamenti per i lavoratori regolamentati, tasse di affitto più basse, doppio status per i pensionati, incentivi per il turismo e la rimozione delle restrizioni sugli affitti di proprietà a breve termine.
La decisione ha suscitato forti reazioni all'interno della società e della politica slovena. Il presidente del governo Janez Janša ha definito la decisione prevedibile, ma ha messo in dubbio la saggezza della corte costituzionale nel dicembre 2012, quando referendum simili sono stati vietati.
Anche i partiti di opposizione di sinistra hanno elogiato la decisione, affermando che la coalizione aveva approvato diverse misure dannose e che la mossa era una forma di abuso del processo legislativo. I gruppi imprenditoriali hanno risposto con opinioni contrastanti. La Camera d'affari slovena ha sottolineato che la decisione deve essere rispettata, anche se le misure introdotte dalla legge provvisoria sono cruciali per l'ambiente imprenditoriale e lo sviluppo dell'economia e dello stato della Slovenia, nonché per il benessere dei cittadini.
Il Parlamento europeo ha approvato il progetto di legge che modifica la legge sull'accesso al mercato dei servizi di telecomunicazioni, che modifica la legge sull'accesso al mercato dei servizi di telecomunicazioni, che modifica la legge sull'accesso al mercato dei servizi di telecomunicazioni, che modifica la legge sull'accesso al mercato dei servizi di telecomunicazioni, che modifica la legge sull'accesso al mercato dei servizi di telecomunicazioni, che modifica la legge sull'accesso al mercato dei servizi di telecomunicazioni, che modifica la legge sull'accesso al mercato dei servizi di telecomunicazioni, che modifica la legge sull'accesso al mercato dei servizi di telecomunicazioni, che modifica la legge sull'accesso al mercato dei servizi di telecomunicazioni, che modifica la legge sull'accesso al mercato dei servizi di telecomunicazioni, che modifica la legge sull'accesso al mercato dei servizi di telecomunicazioni, che modifica la legge sull'accesso al mercato dei servizi di telecomunicazioni, che modifica la legge sull'accesso al mercato dei servizi di telecomunicazioni, che modifica la legge sull'accesso al mercato dei servizi di telecomunicazioni, che modifica la legge sull'accesso al mercato dei servizi di telecomunicazioni, che modifica la legge sull'accesso al mercato dei servizi di telecomunicazioni, che modifica la legge sull'accesso ai servizi di telecomunicazioni.
Un ex ministro, Emilija Stojmenova Dušan, ha avvertito che la legge provvisoria comporta rischi per i pensionati attuali e futuri. Ha criticato la legge come una minaccia per lo stato sociale, osservando che potrebbe portare a perdite finanziarie significative per il fondo di assicurazione sanitaria, stimato in quasi 96 milioni di euro all'anno. Il fondo pensione stima che la legge potrebbe costare oltre 640 milioni di euro all'anno a lungo termine.
Il primo ministro Janez Janša, che in precedenza ha criticato le decisioni della Corte costituzionale, ha dichiarato che ora il popolo deciderà se vuole tasse più basse, cibo più economico, salari più alti e pensioni più elevate. Ha osservato che la decisione era prevedibile, ma ha espresso preoccupazione per le decisioni passate della corte. Altri leader della coalizione, tra cui il capo del Consiglio nazionale del Partito popolare sloveno (NSi) e il ministro delle infrastrutture, Jernej Vrtovec, hanno fatto eco a questo sentimento, sottolineando i benefici della legge per i cittadini e la nazione.
La decisione della Corte costituzionale ha provocato tensioni tra la coalizione al potere e l'opposizione, nonché tra i rappresentanti delle imprese e i sindacalisti. Mentre la coalizione e i settori aziendali considerano generalmente la decisione come dannosa per la competitività della Slovenia, gli oppositori della legge, che l'hanno soprannominata "legge per i ricchi", la celebrano come una vittoria per la democrazia. La decisione ha anche provocato le critiche del partito di sinistra Levica, che ha accusato il governo di usare la legge a beneficio dei ricchi.
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