La terza edizione del Festival del cinema europeo di Brežice si è conclusa a Brežice con il film ucraino Dva tožilca (Due procuratori), diretto da Sergei Loznitsa, che ha vinto il premio più importante, il Golden Eye. Il festival, tenutosi per diversi giorni, ha visto la presentazione di quattro premi Silver Eye e menzioni speciali. L'evento si è svolto il 30 agosto 2026 e ha attirato l'attenzione per la sua attenzione al cinema europeo oltre i principali centri culturali. Il direttore del programma del festival, Aleš Pavlin, ha sottolineato che l'edizione di quest'anno ha dimostrato che il cinema europeo di alta qualità può coinvolgere il pubblico anche al di fuori dei grandi centri urbani.
Il festival ha riunito film mostrati nei più grandi festival del mondo, le anteprime slovene e le opere di personaggi importanti della cinematografia europea contemporanea. Una parte chiave del programma comprendeva incontri e discussioni con i cineasti. Dva tožilca, che ha vinto l'Occhio d'Oro, è stato elogiato dalla giuria per la sua storia tesa e rilevante sui meccanismi burocratici che consentono il funzionamento dei regimi totalitari. Il film segue un giovane procuratore idealista nell'Unione Sovietica nel 1937 che tenta di esporre le ingiustizie contro i prigionieri politici.
La giuria ha elogiato la sua performance come un ritratto autentico e sottile di una madre la cui identità diventa sempre più definita dalla sua cura per suo figlio, la solitudine e l'auto-sacrificio. Lav Novosel e Andrija Žunac sono stati insigniti dell'Occhio d'Argento per la Migliore Performance Attore per i loro ruoli in Zajčji nasip (Rabbit Hill).
Novosel interpreta un personaggio intrappolato tra le aspettative sociali e le emozioni represse, mentre Žunac ritrae un outsider che torna nella sua città natale. La giuria ha evidenziato come le loro interpretazioni portino la profondità emotiva del film con sottigliezza e intensità. Hlynur Pálmason ha ricevuto l'Occhio d'Argento come Miglior Regia per Love That Remains. La giuria ha elogiato la sua esplorazione dell'intimità, della vulnerabilità e dell'imperfezione nelle relazioni umane, intrecciate con momenti familiari quotidiani ambientati contro il paesaggio islandese, la realtà e i sogni.
La giuria è rimasta colpita dal suo approccio sottile, dal suono distinto e dall'atmosfera visiva, e dalla sensazione di documentario. Il film esamina il rapporto tra madre e figlio, l'assenza di una figura paterna e l'intrappolamento nei cicli della povertà. Uno dei momenti salienti del festival è stata la serata di apertura, durante la quale è stato presentato per la prima volta il premio onorario del Festival del cinema europeo Brežice. Il premio è andato a Boris Cavazza, uno dei più importanti attori, registi e creatori di film della Slovenia. Cavazza ha dato un contributo significativo agli spazi culturali sloveni, ex jugoslavi e europei più ampi per oltre sei decenni di lavoro creativo.
Il festival ha ospitato una giuria internazionale composta dall'attrice croata Leona Paraminski, dal regista sloveno Marko Naberšnik e dal regista cipriota Petros Charalambous. L'importanza del cinema europeo è stata sottolineata anche dal ministro della Cultura Dr. Ignacija Fridl Jarc durante la cerimonia di apertura. Il successo del festival nell'attirare registi europei e coinvolgere il pubblico locale è stato evidenziato da Pavlin, che ha dichiarato che l'evento ha posizionato Brežice come uno spazio vibrante per l'arte, la discussione e gli incontri. La presenza di rinomati registi europei ha posto il festival sulla mappa del cinema europeo.
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