Žan Serčič, cantante sloveno conosciuto per le sue ballate emotive, ha rivelato che una delle sue canzoni più commoventi, Plešem po dežju (Dancing in the Rain), era dedicata al suo defunto zio che si è tolto la vita sette anni fa. La rivelazione è arrivata durante un'intervista con la giornalista Sonja Javorni per la rivista Jana, dove Serčič ha parlato del profondo dolore che ha provato dopo aver saputo della morte di suo zio e di come ha modellato sia il suo viaggio personale che artistico. Serčič ha descritto il momento in cui ha saputo del suicidio di suo zio come segnato da una forte pioggia, che rispecchiava la tempesta emotiva dentro di lui.
Ha ricordato che all'epoca non era in grado di elaborare appieno la tragedia, sopprimendo il suo dolore fino a quasi sei anni dopo, quando ha iniziato a comporre Plešem po dežju. Solo allora si è sentito in grado di esprimere apertamente il profondo senso di perdita che aveva portato dentro per così tanto tempo. "Mi mancava. Mi manca davvero", ha detto, riflettendo sul peso emotivo dell'esperienza. Lo zio ha svolto un ruolo fondamentale nella carriera iniziale di Serčič. Secondo Serčič, gli ha dato una grande parte della sua attrezzatura musicale, comprese chitarre e amplificatori, che erano fondamentali per lo sviluppo di Serčič come musicista. Questo supporto ha permesso a Serčič di registrare molte delle sue canzoni e persino per alcuni altri artisti.
"Con questa attrezzatura ho registrato molte delle mie canzoni e anche canzoni per altri artisti. Grazie all'attrezzatura, ho potuto effettivamente svilupparmi", ha spiegato Serčič. Nonostante la stretta relazione che una volta condividevano, Serčič ha ammesso che il loro legame si è teso nel tempo a causa della sua crescente carriera e del successivo allontanamento da casa. Nell'ultimo anno o due prima della morte di suo zio, si sono visti meno frequentemente. Serčič ha osservato che suo zio sembrava ansioso e malato in quegli ultimi mesi, anche se ha cercato di offrire tutto il supporto possibile. Tuttavia, la consapevolezza che suo zio si era tolto la vita ha lasciato Serčič alle prese con sentimenti di colpa.
"Quando si viene a conoscenza di una tragedia del genere, inevitabilmente sorge un senso di colpa", ha detto. "Mi sono chiesto perché non ho passato più tempo con lui negli ultimi due anni. Serčič ha impiegato un tempo considerevole per accettare la realtà della decisione dello zio. Alla fine ha accettato che lo zio ha fatto la scelta da solo, anche se l'impatto emotivo è rimasto profondamente impresso nella sua memoria. Serčič ritiene che il tema dell'autolesionismo porti ancora uno stigma nella società e spera che condividere la sua storia possa contribuire a rompere queste barriere.
Oltre alla riflessione emotiva di Serčič, un altro evento degno di nota si è verificato in Galles, dove la leggendaria cantante britannica Bonnie Tyler è morta all'inizio di quest'anno. È morta a seguito di complicazioni da un intervento chirurgico in Portogallo. Tyler, il cui vero nome era Gaynor Sullivan, aveva 75 anni. Il suo funerale si terrà oggi nella chiesa di Santa Maria a Swansea, dove sarà onorata dai fan di tutto il Regno Unito e l'Europa. Un servizio commemorativo si terrà anche nella sua città natale di Skewen, dove sarà sepolta in privato.
Nel 2022 la regina Elisabetta II le ha conferito l'Ordine dell'Impero Britannico per i suoi contributi alla musica. La sua ultima canzone, One World One Home, è stata pubblicata nell'aprile di quest'anno come parte di un documentario che affronta la questione dei senzatetto. Nel frattempo, in Galles, si è svolto un evento unico quando un uomo ha restituito due libri presi in prestito da una biblioteca locale oltre 116 anni fa. I libri erano stati originariamente prestati dal nonno, Walter Griffith Owen, nel 1910.
O'Sullivan, ha restituito i libri in onore di suo nonno, che aveva prestato servizio in entrambe le guerre mondiali. La biblioteca ha condiviso la storia sui social media, evidenziando il valore sentimentale del ritorno. Se la biblioteca avesse addebitato tasse in ritardo secondo gli standard moderni, il costo sarebbe stato astronomico. 60 euro per due libri. Tuttavia, la biblioteca ha rinunciato alla tassa, riconoscendo il significato storico del ritorno. Queste storie, che vanno dalla Slovenia al Galles, riflettono le emozioni complesse legate alla perdita, all'eredità e al passare del tempo.
Ogni racconto offre una visione della condizione umana, sia attraverso l'arte della musica o l'atto silenzioso di restituire libri presi in prestito dopo più di un secolo.
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