In Slovenia è scoppiata una controversia politica sulle proposte di referendum che includono una richiesta di esaminare se lo stato debba continuare a finanziare le istituzioni religiose attraverso il suo bilancio.Il dibattito si concentra su un potenziale emendamento costituzionale e su una serie di prossimi referendum in programma per l'11 ottobre 2026, che potrebbero vedere gli elettori decidere su questioni che vanno dall'abolizione dei contributi televisivi obbligatori alle restrizioni sui diritti di voto per i cittadini non UE.
Tra queste proposte c'è una presentata da Dušan Keber, ex ministro della sanità e attuale attivista del gruppo di sinistra Glas ljudstva, che suggerisce di aggiungere una domanda sul fatto che lo stato debba finanziare il clero e altri lavoratori religiosi attraverso fondi pubblici.
Keber sostiene che tutti i contribuenti attualmente contribuiscono a questi pagamenti e propone che questa questione venga messa al pubblico insieme a argomenti più controversi come il futuro della radiodiffusione pubblica e le politiche di welfare sociale.
Queste ulteriori domande includono se abolire il contributo obbligatorio alla emittente pubblica RTV Slovenia, se i beneficiari di assistenza sociale dovrebbero svolgere un servizio comunitario non retribuito e se i cittadini non UE dovrebbero perdere il diritto di voto alle elezioni locali.
Mentre alcuni sostengono che le organizzazioni religiose dovrebbero sostenere il costo dei contributi sociali dei loro dipendenti, altri ritengono che lo stato abbia la responsabilità di garantire un trattamento equo di tutti i cittadini, compresi quelli che lavorano in ruoli religiosi.
L'introduzione di un tetto sui contributi sociali fa parte di un pacchetto legislativo più ampio volto a stimolare la crescita economica e attirare investimenti. Tuttavia, il processo ha affrontato sfide legali, con i sindacati che hanno avviato una petizione di referendum dopo che l'Assemblea nazionale l'ha inizialmente respinta.
La Corte Costituzionale ha poi dichiarato il referendum ammissibile, consentendo la raccolta di 40.000 firme a partire dal 1° settembre 2026. Questa decisione ha aggiunto urgenza al dibattito in corso su come bilanciare la responsabilità fiscale con l'equità sociale.
Se ciò porterà a un cambiamento significativo rimane incerto, ma sottolinea la complessa interazione tra politica, economia e religione nella Slovenia contemporanea. Le domande del referendum proposte, tra cui quella sul finanziamento statale per i lavoratori religiosi, saranno discusse in parlamento all'inizio della prossima settimana. Se approvate, potrebbero rimodellare la conversazione nazionale sulla governance, la tassazione e il ruolo della religione nella vita pubblica.
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