Il Parlamento sloveno ha annunciato l'inizio della raccolta di firme per un referendum costituzionale sulla legge di intervento del 1° settembre. Il processo inizierà martedì 1° settembre e durerà fino a lunedì 5 ottobre. Questa iniziativa è stata avviata dai membri dell'Assemblea Nazionale (NSi), del Partito popolare sloveno (SLS), Focus, Democratici e Resnica, con il sostegno del Partito socialdemocratico (SDS). La legge, approvata dal Consiglio di Stato nazionale (DZ) l'11 maggio, include misure volte ad affrontare la crisi energetica incombente, come la riduzione dell'IVA sui prodotti alimentari di base e sui fornitori di energia.
La maggioranza parlamentare ha sostenuto che secondo la costituzione, i referendum non sono consentiti per le leggi riguardanti le tasse e altri pagamenti obbligatori, che la legge di intervento regola in parti significative. Ciò ha portato a critiche da parte dei sindacati, che hanno accusato la legge di abuso della tecnica omnibus.
Nel giugno, questi sindacati si sono rivolti alla Corte Costituzionale, contestando la legalità della legge. La sentenza della Corte Costituzionale di lunedì ha annullato la decisione della DZ, affermando che mentre la legge contiene elementi al di fuori dell'ambito dei referendum, questi non costituiscono una parte minima della legge o affrontano questioni essenziali. Pertanto, l'intera legge non rientra nel divieto costituzionale contro i referendum su questioni fiscali. Di conseguenza, la DZ ha ora fissato la data per l'inizio della raccolta delle firme per il referendum. La campagna per il referendum è iniziata con oltre 47.000 elettori che hanno sostenuto l'iniziativa attraverso la società civile e membri dell'opposizione all'interno della DZ.
I sostenitori del referendum sostengono che la legge fornisca il sollievo necessario in mezzo alle sfide economiche, in particolare alla luce della crisi energetica.
D'altra parte, gli oppositori sostengono che la legge rappresenti un eccesso, utilizzando ampie disposizioni per aggirare le normali procedure legislative e imporre oneri aggiuntivi ai contribuenti. L'esito della raccolta delle firme determinerà se il referendum procede. Se il numero richiesto di firme è raggiunto, la DZ sarà obbligata a tenere il voto. La battaglia legale che circonda la legge evidenzia le tensioni in corso tra diverse fazioni all'interno del panorama politico, riflettendo dibattiti più ampi sulla governance, la responsabilità fiscale e la partecipazione del pubblico ai processi decisionali.
All'inizio della raccolta delle firme, tutti gli occhi saranno puntati sul conteggio finale, che determinerà i prossimi passi in questa situazione politicamente carica.
★
Manteniamo le notizie oneste.
ObjectiveNews è finanziato dai lettori e senza pubblicità: ti mostriamo il bias invece di nasconderlo. Sostieni il giornalismo indipendente per 4 €/mese.
Diventa sostenitore