Piattaforma di danza contemporanea: 20 anni di collegamento, collaborazione e riflessione
L'articolo parla del ventesimo anniversario della Platforma sodobnega plesa (Piattaforma di danza contemporanea) a Maribor, in Slovenia. Si evidenzia la performance di apertura "Impostore" del coreografo spagnolo Thomas Noon, che esplora i temi della consapevolezza di sé, della comprensione del bene e del male e della ricerca dell'equilibrio. Il festival enfatizza le connessioni, la collaborazione e la riflessione tra artisti, città, generazioni, pratiche artistiche e comunità. I temi chiave includono la resilienza, la costruzione della comunità e il ruolo della danza nel collegare le persone attraverso i confini e le culture. L'articolo menziona specifiche collaborazioni tra artisti di Maribor e Lubiana, nonché la partecipazione internazionale di varie regioni europee. Tre produzioni speciali del festival sono evidenziate, tra cui "Barunž 442 Hz", che combina musica contemporanea, barocca, e musica elettronica autoriale con improvvisazione, movimento e poesia.
La 20a edizione della Piattaforma di Danza Contemporanea è iniziata a Maribor il 30 agosto 2026, con un focus sulla connessione e la collaborazione. Il festival durerà fino al 5 settembre, offrendo un programma internazionale diversificato, tre nuove produzioni e una serie di spettacoli di creatori locali e internazionali. Il tema di quest'anno, incentrato sulla connessione, riflette l'impegno continuo del festival per promuovere il dialogo tra artisti, comunità e culture.
Il festival presenterà anche Baržun 442 Hz, un'esibizione del gruppo 3vium, che mescola composizione contemporanea, musica barocca, paesaggi sonori elettronici, improvvisazione, movimento e poesia di Srečko Kosovel. Il progetto include la partecipazione del duo di danza Jasmina Križaj e Simon Wehrli, creando un dialogo tra diverse pratiche artistiche. Un'altra produzione chiave è Sopotja, che presenta coreografie di Beno Novak, Enya Belak e Jerca Rožnik Novak. Il pezzo coinvolge un grande gruppo di giovani e affermati ballerini di vario background, che simboleggia i collegamenti internazionali all'interno della scena della danza contemporanea slovena.
La produzione è organizzata dall'organizzazione Moja Kreacija, che sottolinea il significato di queste collaborazioni nell'ampliare la portata del festival. La terza produzione, Shizen'na, è un duetto di Ree Vogrin e Bora Prokofjev. Attraverso l'improvvisazione, l'ascolto e la risposta, la performance indaga l'equilibrio tra movimento individuale e collettivo, fondendo stili di danza moderni e urbani. Queste tre produzioni rappresentano la diversità creativa e lo spirito collaborativo che definiscono il festival. Il 3 settembre, il festival culminerà con una performance intitolata Mojstrovina za šest plesalcev al Lutkarjevski gledališči di Maribor.
Il 2 settembre, il festival si sposterà in spazi pubblici, con un raduno in Piazza Maggiore con un evento di danza congiunta che coinvolge scuole di danza locali e ospiti della Slovenia. Nel pomeriggio, si svolgerà la performance Veličastno epsko mokro della coreografa greca Sofia Mavragani, incentrata su questioni di comunità, connessione e sopravvivenza in tempi di instabilità.
La produzione fa parte del progetto europeo Moving Balkans, volto a rafforzare il riconoscimento e i collegamenti all'interno della danza contemporanea sui Balcani. Il festival si concluderà con una performance a piedi intitolata Galebi odletijo, creata da Bojana Robinson e Gyule Cserepes. Il pezzo esplora temi di migrazione, identità culturale, appartenenza e la sensazione di casa attraverso esperienza e riflessione personali. Mojca Kasjak, direttore artistico e di programma del festival, ha sottolineato che la danza contemporanea non ha bisogno di essere compresa, ha semplicemente bisogno di essere sentita. La sua dichiarazione sottolinea la profondità emotiva e sensoriale che definisce l'approccio del festival all'arte e all'espressione.
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