Nel suo intervento, Modi ha illustrato come le riforme economiche dell'India si siano evolute da un sistema punitivo a uno che incoraggia l'innovazione e l'impresa. Ha osservato che il progresso della nazione è stato contrassegnato da un passaggio da un modello di "punizione legata alla produzione" a una strategia basata su incentivi volta a promuovere lo sviluppo sostenibile. Modi ha descritto il precedente quadro normativo come uno che imponeva controlli rigorosi sulle operazioni commerciali, spesso richiedendo ampi permessi per le attività a meno che non siano esplicitamente consentite. Questo approccio, ha spiegato, ha creato un ambiente di sospetto tra il governo e il settore privato.
"Sotto questo nuovo modello, le imprese possono operare liberamente a meno che leggi specifiche non limitino le loro azioni, promuovendo così una maggiore autonomia ed efficienza. Ha ulteriormente elaborato la trasformazione delle politiche economiche dell'India, evidenziando il passaggio da un sistema in cui la produzione aumentata è stata accolta con sanzioni a uno che premia l'innovazione e la produttività. Modi ha sottolineato che i critici di iniziative come "Make in India" e "Atmanirbhar Bharat" stanno essenzialmente riecheggiando la mentalità del vecchio regime di licenze, che ha scoraggiato la crescita attraverso misure restrittive.
Durante il suo discorso, Modi ha anche fatto riferimento agli sforzi legislativi compiuti durante la sessione monsone del Parlamento, compreso l'approvazione del progetto di legge sui libri dei banchieri. Nonostante i tentativi dell'opposizione di interrompere i procedimenti parlamentari, il governo ha avanzato con successo le riforme chiave, dimostrando il suo impegno per il miglioramento continuo e lo sviluppo nazionale. Modi ha sottolineato l'importanza della cooperazione internazionale e della fiducia reciproca, affermando che il futuro di tutte le nazioni è interconnesso.
Ha riconosciuto la complessità della situazione globale attuale, notando che i conflitti delle risorse e la crescente sfiducia hanno introdotto nuovi ostacoli alla collaborazione internazionale. Nonostante queste sfide, Modi ha affermato che l'India continua a servire come un faro di ottimismo e progresso. Ha attribuito questa percezione alla costante attenzione della nazione alla riforma e alla sua capacità di mantenere la stabilità in mezzo alle incertezze globali. Il presidente del Times Internet Satyan Gajwani ha fatto eco a questo sentimento, descrivendo Modi come una figura stabilizzante in un mondo caratterizzato da frequenti crisi e alleanze mutevoli.
Gajwani ha sottolineato la natura sfaccettata dei disagi globali contemporanei, compresi i conflitti militari in corso, la carenza di energia, i colli di bottiglia logistici e i progressi tecnologici come l'intelligenza artificiale. Questi fattori, ha sostenuto, hanno creato un ambiente imprevedibile per i governi e le imprese. Tuttavia, ha osservato che la costante stabilità politica ed economica dell'India, combinata con la sua agenda di riforme lungimiranti, l'ha stabilita come un partner affidabile per navigare in questi tempi turbolenti.
Al termine del forum, la visione di Modi di un'India cooperativa, innovativa e resiliente ha risuonato tra i partecipanti, rafforzando il ruolo del Paese nel plasmare il futuro della governance globale e dello sviluppo economico.
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