Woolworths e Coles sono emersi come i primi due supermercati con le peggiori prestazioni tra i fornitori di alimentari in un recente rapporto completo, secondo i risultati pubblicati da * The Sydney Morning Herald * e * The Age *. Il rapporto, condotto nell'ambito del nuovo codice di condotta alimentare e alimentare del governo federale, rivela preoccupazioni profonde tra i fornitori per quanto riguarda le pratiche di prezzi sleali e la significativa influenza esercitata da questi due principali rivenditori. I risultati evidenziano una lotta persistente tra fornitori e supermercati, con questi ultimi che sfruttano il loro dominio sul mercato per estrarre ulteriori concessioni da imprese più piccole.
Il sondaggio, che ha raccolto circa 950 risposte dai fornitori, indica che quasi la metà dei partecipanti ha descritto le negoziazioni sui prezzi come particolarmente impegnative. Molti hanno notato che i rivenditori richiedono frequentemente ulteriori sconti durante le "revisioni di gamma", spesso facendo pressione sui fornitori per ridurre i propri margini di profitto. Secondo la professoressa Elizabeth Sarofim, supervisore del Codice alimentare e alimentare, questi negoziati sono caratterizzati come "difficili, opachi e modellati dalle richieste di margine dei rivenditori".
Aldi è stato costantemente valutato come il supermercato più equo e rispettoso per i fornitori, seguito da Metcash, l'operatore di IGA. Nonostante ciò, Coles e Woolworths, che sono stati classificati rispettivamente terzo e quarto, hanno dimostrato lievi miglioramenti nei loro punteggi. Tuttavia, entrambe le società sono ancora percepite come esercitare un controllo eccessivo sul posizionamento dei prodotti e la disponibilità sugli scaffali dei negozi.
La relazione segna la prima valutazione nell'ambito del Codice di condotta alimentare e alimentare rivisto, che è entrato in vigore il 1° aprile 2025. Questo quadro normativo mira ad affrontare i problemi di disuguaglianza di lunga data tra i supermercati e i loro fornitori, compresa la paura di rappresaglie contro i fornitori che parlano. Sarofim ha sottolineato che il concetto di retribuzione rimane profondamente intrecciato con lo squilibrio di potere intrinseco, rendendo difficile per i fornitori sentirsi sicuri nell'esprimere preoccupazioni.
Questa relazione segue una serie di azioni legali avviate dalla Commissione australiana per la concorrenza e i consumatori (ACCC), che ha rivelato ampi negoziati tra supermercati e fornitori. Questi hanno incluso discussioni su "sconti" abbinati a aumenti dei prezzi, rivelando come i supermercati a volte manipolano le strategie di prezzo per mantenere un vantaggio competitivo mentre spremono i fornitori.
Tuttavia, secondo quanto riferito, questa concorrenza ha comportato che i fornitori abbiano dovuto sopportare il peso delle misure di riduzione dei costi, alcuni dei quali hanno riferito di essere stati costretti ad offrire maggiori sconti o contributi di margine più elevati nonostante non fossero in grado di aumentare i propri prezzi.
Un fornitore, che è rimasto anonimo, ha descritto la situazione come altamente precaria. Ha dichiarato che i fornitori sono tenuti a fornire margini aggiuntivi anche quando non possono aumentare i loro prezzi, mentre contemporaneamente viene chiesto di abbassare i prezzi per aumentare i margini di profitto dei supermercati. La non conformità può portare alla rimozione dei prodotti dagli scaffali, con conseguente potenziale perdita di entrate e opportunità di lavoro sostanziali. Il fornitore ha espresso la paura delle conseguenze, osservando che nel tempo, i supermercati sono riusciti ad aumentare i loro profitti senza guadagni corrispondenti da parte dei fornitori.
Coles ha risposto alla relazione esprimendo delusione per le sue conclusioni, sostenendo che i risultati si basavano su aneddoti selettivi e mancavano di sufficiente supporto probatorio. L'azienda ha ribadito il suo impegno a lavorare in collaborazione con i fornitori, il Codice Supervisor e il governo per garantire che il Codice beneficasse tutte le parti interessate. Woolworths non ha ancora rilasciato una dichiarazione pubblica, lasciando spazio a ulteriori controlli e dialogo. Mentre il dibattito continua, le implicazioni per il futuro del settore alimentare rimangono incerte, con richieste di maggiore trasparenza e pratiche eque che modellano il futuro.
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