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Perché gli algoritmi dei social media ti inviano post che non ti piacciono

Uno studio pubblicato negli Atti dell'Accademia Nazionale delle Scienze rivela che gli algoritmi dei social media, incluso l'algoritmo di feed di X, spesso danno la priorità ai contenuti che sono in conflitto con i valori fondamentali degli utenti. I ricercatori hanno scoperto che piattaforme come X utilizzano metriche di coinvolgimento, come like e commenti, per determinare quali post mostrare, portando ad una maggiore polarizzazione. Lo studio osserva che gli utenti democratici sono più spesso esposti a contenuti che contraddicono i loro valori rispetto agli utenti repubblicani, a causa di un maggiore coinvolgimento con punti di vista opposti. Questa dinamica crea un ciclo di feedback in cui gli utenti vedono più contenuti con cui non sono d'accordo, rafforzando le convinzioni esistenti. La ricerca sostiene la cura dei contenuti guidati dagli utenti per ridurre la polarizzazione e promuovere un discorso più equilibrato.

Un recente studio ha rivelato come gli algoritmi dei social media possono plasmare i feed degli utenti in modi che contraddicono i loro valori personali. I ricercatori che analizzano i dati della piattaforma X hanno scoperto che l'algoritmo tende a promuovere contenuti che sfidano piuttosto che supportare le credenze fondamentali degli utenti.

L'algoritmo X feed ha amplificato in modo sproporzionato i post relativi al mantenimento della tradizione, all'applicazione delle regole e alla sicurezza sociale, valori che spesso sono in conflitto con quelli che enfatizzano l'empatia, la protezione dell'ambiente e la preoccupazione globale. Al contrario, l'algoritmo sembrava sopprimere i contenuti che promuovono la cura degli altri, l'affidabilità e la gestione ambientale.

Questi risultati suggeriscono che l'algoritmo potrebbe rafforzare le divisioni ideologiche favorendo contenuti che generano coinvolgimento attraverso il disaccordo piuttosto che l'accordo. Lo studio ha osservato che gli utenti interagiscono frequentemente con post che trovano discutibili, il che crea un ciclo di feedback che incoraggia l'algoritmo a mostrare contenuti simili in futuro.

Questa dinamica può contribuire ad una maggiore polarizzazione politica esponendo gli utenti a punti di vista che sfidano le loro convinzioni esistenti, approfondendo potenzialmente le divisioni all'interno del più ampio panorama dei social media. I ricercatori hanno sottolineato che l'attuale design algoritmico dà un peso sproporzionato alle interazioni come commenti e like, che spesso si verificano in risposta a contenuti controversi o provocatori. Di conseguenza, il sistema diventa distorto verso contenuti che suscitano forti risposte emotive, anche se tali contenuti non sono allineati con i valori dichiarati degli utenti. Questo meccanismo solleva domande sulle implicazioni etiche della cura algoritmica e sul suo ruolo nel plasmare il discorso pubblico.

Per affrontare questi problemi, i ricercatori hanno proposto che le piattaforme di social media dovrebbero considerare l'incorporazione di meccanismi che consentano agli utenti un maggiore controllo sui tipi di contenuti che vedono. Hanno suggerito che coinvolgere utenti, responsabili politici e progettisti di piattaforme nello sviluppo di strumenti che allineino i contenuti con i valori individuali potrebbe aiutare a mitigare gli effetti del pregiudizio algoritmico. Tali misure potrebbero includere filtri personalizzabili, rapporti di trasparenza o input diretto dell'utente nei processi di selezione dei contenuti. Mentre lo studio evidenzia una tendenza preoccupante nel funzionamento degli algoritmi dei social media, sottolinea anche le opportunità di riforma.

Comprendere il funzionamento di questi sistemi consente alle parti interessate di lavorare insieme per creare ambienti digitali più equi e inclusivi.L'impatto a lungo termine di questi cambiamenti dipenderà dall'efficacia con cui le piattaforme implementano soluzioni che bilanciano le metriche di coinvolgimento nel rispetto dell'autonomia dell'utente e delle diverse prospettive.

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Perché gli algoritmi dei social media ti inviano post che non ti piacciono

Uno studio pubblicato negli Atti dell'Accademia Nazionale delle Scienze rivela che gli algoritmi dei social media, incluso l'algoritmo di feed di X, spesso danno la priorità ai contenuti che sono in conflitto con i valori fondamentali degli utenti. I ricercatori hanno scoperto che piattaforme come X utilizzano metriche di coinvolgimento, come like e commenti, per determinare quali post mostrare, portando ad una maggiore polarizzazione. Lo studio osserva che gli utenti democratici sono più spesso esposti a contenuti che contraddicono i loro valori rispetto agli utenti repubblicani, a causa di un maggiore coinvolgimento con punti di vista opposti. Questa dinamica crea un ciclo di feedback in cui gli utenti vedono più contenuti con cui non sono d'accordo, rafforzando le convinzioni esistenti. La ricerca sostiene la cura dei contenuti guidati dagli utenti per ridurre la polarizzazione e promuovere un discorso più equilibrato.

Lettura del bias (Centro): Mentre lo studio discute le differenze di esposizione ai contenuti tra utenti democratici e repubblicani, non inquadra apertamente un lato in modo positivo o negativo.

Perché fattualità (75): The article references the primary source document from the Proceedings of the National Academy of Sciences, which discusses the measurement of human values in social media posts. However, it does not directly cite the specific paper or provide sufficient details about the methodology or findings. T

Perché obiettività (65): The tone of the article leans toward advocacy, suggesting that current algorithms do not align with user values and implies a need for change. This introduces a slight bias towards supporting user control over content curation, rather than presenting a purely objective analysis.

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