I primi occhiali AI di Samsung, presentati durante l'evento Galaxy Unpacked del 23 luglio, non hanno un display tradizionale, segnando una scelta di design deliberata volta a bilanciare la funzionalità con il comfort dell'utente. Gli occhiali intelligenti si basano interamente su interazioni basate sull'audio, utilizzando una fotocamera integrata e l'IA Gemini di Google per elaborare l'input visivo e fornire risposte attraverso il suono. Questo approccio consente agli occhiali di mantenere un profilo leggero, che è fondamentale per l'usabilità quotidiana, una sfida con cui molte aziende tecnologiche lottano. Lo sviluppo avviene in un contesto di crescente interesse per i dispositivi indossabili alimentati dall'IA, sebbene il mercato rimanga frammentato.
Secondo Counterpoint Research, gli occhiali intelligenti senza display hanno rappresentato la quota più grande del mercato degli occhiali intelligenti nel primo trimestre del 2026, superando sia le categorie di realtà virtuale (VR) che di realtà aumentata (AR). Le spedizioni di questi modelli senza display sono aumentate del 210% anno su anno, rispetto alla crescita del 136% per gli occhiali AR e al calo del 17% per le cuffie VR. Meta ha dominato il segmento senza display, catturando quasi l'84% del mercato. Gli analisti suggeriscono che gli occhiali audio AI, quelli senza schermi, probabilmente rimarranno la categoria dominante fino al 2030.
Mentre la società possiede il proprio ecosistema di smartphone, processori e display, ha optato per la semplicità nella sua offerta iniziale. Questa strategia si allinea con i risultati di Smart Analytics Global, che prevede che gli occhiali intelligenti audio AI rappresenteranno l'81% delle spedizioni nel 2030, nonostante contribuiscano solo al 67% del fatturato totale. Al contrario, i modelli dotati di display dovrebbero rappresentare il 19% delle unità vendute ma generare il 33% del fatturato a causa dei loro prezzi più alti. Choi Jae-in, capo del team di ricerca e sviluppo della realtà estesa di Samsung Electronics, ha evidenziato l'importanza del peso e del comfort durante una conferenza stampa a Londra.
Gli ingegneri hanno trascorso un tempo considerevole per perfezionare il layout asimmetrico degli occhiali, posizionando la batteria vicino a un tempio e integrando sensori e altoparlanti nell'altro per garantire un'ergonomia equilibrata. Il risultato è un dispositivo descritto come più leggero della maggior parte degli occhiali audio AI disponibili in commercio, anche se le specifiche esatte come peso e prezzo rimangono non divulgate. Il prodotto finale può variare a seconda del modello e della configurazione. L'assenza di un display solleva anche domande sui limiti del design attuale. Mentre Gemini AI può analizzare e riassumere i dati visivi catturati dalla fotocamera, come le note su una lavagna, l'utente riceve solo feedback uditivo.
Questo contrasta con le esperienze AR visive, in cui gli utenti possono vedere direttamente le sovrapposizioni. Come notato da Linda Sui, ex responsabile dei mercati dei dispositivi mobili di TechInsights, molte attività generate dall'IA, come traduzioni, indicazioni o notifiche, sono gestite in modo più efficiente visivamente. Tuttavia, il trade-off è chiaro: un display aumenterebbe peso, costo e consumo di energia, potenzialmente compromettendo l'usabilità. L'approccio di Samsung riecheggia strategie simili di concorrenti come Meta, che ha a lungo commercializzato occhiali intelligenti senza display. Tuttavia, la mossa della società si distingue per le sue ampie risorse e le capacità esistenti nella produzione di hardware.
Scegliendo un design più semplice e snello, Samsung sembra testare le acque in un mercato affollato e in evoluzione.
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