Gli ex stati sovietici stanno sempre più sfidando la Russia per la sua guerra in corso in Ucraina, segnalando un cambiamento nella complessa dinamica tra Mosca e i suoi ex vicini. In un recente forum di cooperazione regionale, il presidente del Kazakistan, Kassym-Jomart Tokayev, ha lanciato un appello non scritto al presidente russo Vladimir Putin, sollecitandolo a fermare il conflitto di quasi quattro anni e mezzo. Tokayev ha suggerito che le ragioni della guerra non erano chiare, anche a se stesso, e ha proposto che potrebbe essere il momento di congelare la situazione. I suoi commenti, pronunciati davanti a un raduno di leader delle nazioni dell'Asia centrale, hanno segnato un raro momento di aperta critica da un alleato tradizionalmente deferente.
Le osservazioni di Tokayev sono arrivate in un momento di crescente inquietudine tra gli stati post-sovietici sulle conseguenze delle azioni militari della Russia in Ucraina. Queste nazioni, un tempo considerate periferiche agli affari globali, si stanno ora affermando con più forza in risposta alle ricadute economiche e geopolitiche della guerra. Il Kazakistan, la più grande nazione senza sbocco sul mare al mondo, appare particolarmente incoraggiato a causa della sua posizione strategica e dei legami economici sia con la Russia che con l'Occidente. La sua dipendenza dalle esportazioni di petrolio, che rappresentano circa il 35% del suo PIL, è stata interrotta dagli attacchi dei droni ucraini contro le petroliere che utilizzano il porto russo di Novorossiysk, un punto critico di transito per il petrolio kazako.
Sebbene l'Ucraina abbia accettato di cessare di colpire petroliere non russe, le interruzioni hanno già costato al Kazakistan milioni di dollari. L'interdipendenza economica tra la Russia e l'Asia centrale è profonda, con infrastrutture condivise, investimenti reciproci e un sostanziale fatturato commerciale. Nonostante ciò, la guerra in Ucraina ha esposto le vulnerabilità di queste relazioni. Il Kazakistan, insieme ad altri stati dell'Asia centrale, ha cercato di bilanciare i suoi legami con la Russia impegnandosi anche con l'Occidente.
Il cambiamento di posizione del Kazakistan riflette cambiamenti più ampi nel panorama post-sovietico. Storicamente, questi stati vedevano la Russia come la loro potenza dominante, ma la guerra in Ucraina ha spinto a rivalutare le loro dipendenze. Molte di queste nazioni hanno iniziato a chiedersi se allinearsi troppo strettamente con la Russia sia nel loro interesse a lungo termine, soprattutto perché la guerra ha portato ad un aumento delle sanzioni e dell'isolamento economico per Mosca. Mentre nessuno degli stati dell'Asia centrale si è apertamente opposto all'invasione della Russia, la loro riluttanza a sostenere pienamente il conflitto indica una crescente divergenza di prospettive. Gli esperti suggeriscono che l'esitazione tra gli stati post-sovietici non è semplicemente simbolica.
Il Paese ha lavorato per diversificare la sua politica estera, cercando legami più stretti con la Cina e altre nazioni occidentali per ridurre la sua dipendenza dalla Russia. Nonostante questi cambiamenti, la relazione tra la Russia e i suoi ex alleati rimane profondamente intrecciata. Il Kazakistan, ad esempio, continua a svolgere un ruolo vitale nell'aiutare la Russia a eludere le sanzioni occidentali facilitando transazioni finanziarie e investimenti.
Tuttavia, le recenti dichiarazioni di Tokayev indicano che la tradizionale gerarchia di influenza all'interno della regione sta iniziando a erodere. Man mano che gli stati dell'Asia centrale diventano più fiduciosi nelle proprie posizioni, sono meno inclini a seguire l'esempio di Mosca su questioni come la guerra in Ucraina. Le implicazioni di questa dinamica in evoluzione rimangono incerte. Mentre la Russia mantiene il suo dominio attraverso la leva economica e politica, la crescente assertività dei suoi ex alleati potrebbe segnalare un graduale riallineamento del potere nella regione. Resta da vedere se questo porterà a un partenariato più equilibrato o a ulteriori tensioni.
Ciò che è chiaro, tuttavia, è che la guerra in Ucraina ha catalizzato una trasformazione nelle relazioni tra la Russia e i suoi vicini post-sovietici, rimodellando il panorama geopolitico dell'Eurasia.
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