Atiku Abubakar, il candidato presidenziale dell'African Democratic Congress (ADC), non ha partecipato alla recente firma dell'accordo di pace nazionale, una mossa che il suo partito ha attribuito all'insoddisfazione per l'efficacia del processo di pace nel prevenire la violenza elettorale. Il segretario nazionale per la pubblicità dell'ADC, Bolaji Abdullahi, ha dichiarato durante un'intervista al Sunrise Daily di Channels Television che la decisione era un atto deliberato di protesta contro ciò che il partito considera come la mancanza di meccanismi di applicazione significativi all'interno del quadro dell'accordo di pace.
L'ADC ha partecipato a lungo alla firma annuale dell'Accordo di pace nazionale, che mira a promuovere un comportamento pacifico tra gli attori politici prima delle elezioni. Tuttavia, Abdullahi ha sottolineato che nonostante la ripetuta partecipazione, gli incidenti di violenza e molestie hanno continuato a verificarsi, in particolare durante i recenti periodi elettorali.
Il partito sostiene che il comitato non ha preso misure adeguate per ritenere responsabili le figure politiche per incitamento alla violenza o per commenti incendiari. Abdullahi ha osservato che il comitato non ha affrontato pubblicamente tali casi, anche quando sono coinvolti individui di alto profilo. Un esempio evidenziato dall'ADC coinvolge il senatore Francis Fadahunsi, i cui commenti durante il periodo elettorale di Osun sono stati accusati di aver incoraggiato comportamenti violenti.
Ha suggerito che il comitato debba assumere una posizione più forte nell'affrontare tale retorica, indipendentemente dallo status dell'oratore. Oltre a criticare la gestione dei commenti di Fadahunsi, Abdullahi ha anche fatto riferimento a una dichiarazione attribuita al presidente Bola Tinubu nello stesso periodo. Il presidente avrebbe affermato che "tutto è giusto in politica", un sentimento che l'ADC sostiene di aver contribuito all'escalation della violenza a Osun. Abdullahi ha sostenuto che il Comitato per la pace avrebbe dovuto intervenire per mettere in guardia il presidente contro tali dichiarazioni, sottolineando che il comitato non deve evitare di ritenere responsabili anche i funzionari di più alto rango.
Nonostante le critiche dell'ADC, il partito ha ribadito il proprio impegno per l'obiettivo di garantire elezioni pacifiche. Abdullahi ha chiarito che l'obiezione del partito non riguarda l'intento dietro il processo di pace ma la sua esecuzione. Ha sottolineato la necessità per il Comitato per la pace di attuare misure concrete per far rispettare gli impegni assunti dagli attori politici. Senza tale applicazione, ha sostenuto, gli accordi di pace rimangono simbolici piuttosto che funzionali. La posizione dell'ADC riflette preoccupazioni più ampie sull'efficacia dei meccanismi esistenti volti a frenare la violenza elettorale.
Mentre l'accordo di pace nazionale è stato una caratteristica ricorrente dei preparativi preelettorali, i critici sostengono che gli mancano i denti. La decisione dell'ADC di boicottare l'ultima firma sottolinea la sua richiesta di riforme tangibili al processo, comprese misure di responsabilità più severe e intervento proattivo del Comitato per la pace. Le azioni dell'ADC hanno attirato l'attenzione sulle sfide in corso nel mantenere l'integrità elettorale in Nigeria. Mentre il paese si prepara per le prossime elezioni, l'efficacia del processo di pace sarà probabilmente sottoposta a ulteriore esame.
L'ADC chiede un'applicazione più rigorosa dell'accordo di pace e sottolinea la necessità di un meccanismo più solido per prevenire il ripetersi delle violenze elettorali.
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