Il sottosegretario generale delle Nazioni Unite per le operazioni di pace, Jean-Pierre Lacroix, ha avvertito dei potenziali vuoti di sicurezza in seguito al ritiro dell'ONU dal Sahara occidentale e ai preparativi per l'uscita dal Libano. La missione dell'ONU per il referendum nel Sahara occidentale (MINURSO) ha chiuso ufficialmente il 31 ottobre, dopo 35 anni, a seguito di un'impasse nel Consiglio di Sicurezza, in cui la Russia ha utilizzato il suo diritto di veto per bloccare una risoluzione sostenuta dagli Stati Uniti che favoriva l'autonomia sotto la sovranità marocchina, mentre una proposta russa concorrente non è riuscita a ottenere il numero sufficiente di voti. In Libano, la Forza interposta dell'ONU (UNIFIL), che opera dal 1978, dovrebbe cessare le operazioni entro la fine dell'anno, suscitando preoccupazioni tra i leader libanesi riguardo alla mancanza di una zona cuscinetto tra l'esercito libanese e le forze di difesa israeliane. Lacroix ha sottolineato i rischi umanitari, osservando che circa 10.000 persone che vivono tra la linea blu e la linea di difesa avanzata di Israele dipendono dall'UNIFIL per l'accesso agli aiuti. Il segretario generale dell'ONU ha proposto diverse opzioni per futuri accordi, ma il Consiglio di Sicurezza non ha ancora raggiunto un accordo su un meccanismo successore per nessuna delle due missioni.
Lettura del bias (Centro): Il rapporto si basa esclusivamente su dichiarazioni ufficiali delle Nazioni Unite e su descrizioni fattuali delle procedure di voto del Consiglio di Sicurezza, evitando l'uso di un linguaggio tendenzioso e omettendo punti di vista contrari.






