Recep Tayyip Erdoğan, il presidente della Turchia, è al centro della diplomazia internazionale mentre il paese si prepara ad ospitare un importante vertice della NATO. Il presidente statunitense Donald Trump sta per visitare Ankara, il palco è pronto per discussioni che potrebbero ridefinire le relazioni di difesa tra Washington e Turchia. Questo incontro arriva in un momento in cui la Turchia, una volta considerata un alleato problematico della NATO a causa dell'acquisizione del sistema di difesa missilistica S-400 della Russia nel 2019, è diventata sempre più influente all'interno dell'alleanza. Il conflitto in corso in Ucraina, l'instabilità regionale e la crescente importanza del Mar Nero hanno elevato il ruolo strategico della Turchia, rendendo più difficile per la NATO ignorarlo.
Erdoğan ha governato la Turchia per oltre due decenni, navigando in un complesso panorama politico che lo ha visto evolversi da un sindaco di Istanbul radicato nella politica islamista a un riformatore filoeuropeo, poi a un uomo forte nazionalista e infine a un attore chiave negli affari della NATO. Il suo viaggio riflette una serie di trasformazioni politiche, ognuna finalizzata a garantire la sua presa sul potere. I sostenitori gli attribuiscono il restauro della posizione globale della Turchia, mentre i critici lo accusano di minare la democrazia imprigionando oppositori, giornalisti e attivisti. Tuttavia, il tema più coerente nella sua carriera sembra essere il pragmatismo piuttosto che l'adesione a una singola ideologia.
L'evoluzione politica di Erdoğan è iniziata durante i suoi primi anni a Istanbul, dove è emerso dal movimento politico islamista guidato da Necmettin Erbakan. Si è unito al movimento National Outlook prima di diventare sindaco di Istanbul sotto il Partito del benessere di Erbakan. Tuttavia, dopo aver istituito il Partito della giustizia e dello sviluppo (AKP) nel 2001, Erdoğan si è allontanato dall'etichetta islamista, posizionandosi come un "democratico conservatore" focalizzato sulla riforma economica e legami più stretti con l'Europa. Questo cambiamento lo ha aiutato a ottenere il sostegno di liberali e centristi desiderosi di un cambiamento nella direzione politica della Turchia.
Durante i primi anni della sua leadership, la Turchia ha perseguito l'adesione all'Unione europea, ha ridotto l'influenza militare in politica e ha attuato riforme che hanno migliorato l'economia e aumentato la popolarità di Erdoğan. Questi sforzi sono stati fondamentali per plasmare le politiche interne della Turchia e migliorare il suo profilo internazionale. Tuttavia, mentre consolidava il potere, Erdoğan ha iniziato un'altra trasformazione, allineandosi più da vicino con l'Islam politico in seguito alla primavera araba nel 2011.
Negli ultimi anni, Erdoğan si è evoluto ulteriormente, bilanciando le relazioni sia con gli alleati occidentali che con la Russia. La sua decisione di acquisire il sistema russo S-400 ha teso le relazioni con gli Stati Uniti e la NATO, ma ha anche sottolineato la sua volontà di perseguire una politica estera indipendente. Man mano che le tensioni in Medio Oriente e nel Mediterraneo orientale aumentano, il valore strategico della Turchia è aumentato, suscitando un rinnovato interesse da parte dei membri della NATO, compresi gli Stati Uniti.
Gli esperti suggeriscono che la capacità di Erdoğan di adattare la sua identità politica è stata cruciale per mantenere il suo dominio. Sia che sia visto come un islamista, un nazionalista, un alleato occidentale o un partner russo, le sue azioni sono guidate principalmente dall'obiettivo di sostenere il suo dominio. Questa fluidità lo rende una figura difficile da categorizzare, ma è proprio questa qualità che gli ha permesso di rimanere in prima linea nella politica turca e internazionale.
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