Nel luglio 2018, la dottoressa Naledi Pandor ha assunto il ruolo di vice-cancelliere dell'Università di Città del Capo, una posizione per cui aveva lavorato per decenni. La sua nomina è avvenuta in un periodo di profonda instabilità all'interno dell'istituzione. L'università aveva appena concluso i suoi esami di giugno, che si sono svolti in tende improvvisate sul campo di rugby sotto pesanti misure di sicurezza a causa delle tensioni in corso.
Il compito iniziale di Pandor non era quello di introdurre riforme radicali o strategie ambiziose, ma di stabilizzare l'università, ricostruire la fiducia tra studenti e personale e rifocalizzarsi sull'insegnamento e l'apprendimento.
Questa convinzione è stata messa alla prova quando un attivista studentesco, che aveva incoraggiato a tornare alla vita accademica, ha presentato un progetto di ricerca di onorificenza. Congratularsi pubblicamente con lo studente ha segnato un piccolo ma significativo passo verso la ricostruzione della comunità accademica. Tuttavia, questo gesto ha assunto rapidamente un significato diverso. Dopo aver esaminato il rapporto di ricerca, la dottoressa Pandor ha notato uno slogan nella parte inferiore della pagina di riconoscimenti che ha descritto come un discorso di odio. Nel giro di poche ore, la narrazione che circonda le sue azioni si è spostata. Ciò che era stato inizialmente riconosciuto come un gesto di sostegno, celebrando i risultati accademici di uno studente, è stato riformulato come un'approvazione di messaggi dannosi.
L'incidente ha sottolineato le sfide affrontate dalle donne, in particolare le donne di colore, in posizioni di leadership. La dottoressa Pandor ha osservato che mentre la leadership viene in genere valutata in base a risultati tangibili come la pianificazione strategica, la gestione del budget e le prestazioni istituzionali, le donne leader di colore sono spesso sottoposte a un ulteriore controllo.
Questa dinamica crea un onere unico, che richiede ai leader di gestire costantemente come vengono percepiti piuttosto che concentrarsi esclusivamente sull'impatto del loro lavoro. L'esperienza ha lasciato il dottor Pandor con una comprensione più profonda del costo emotivo della leadership. Mentre l'attenzione della leadership dovrebbe essere sulla sostanza, la strategia, la governance, le persone e i risultati, le leader donne nere spesso si trovano a navigare in un panorama più complesso. Devono lottare con stereotipi e ipotesi persistenti che sfidano la loro legittimità, anche dopo aver raggiunto traguardi significativi. Questo fenomeno non si limita al mondo accademico. In vari settori, le leader donne nere continuano a lottare contro queste pressioni.
La necessità di dimostrare il proprio valore ripetutamente, nonostante i grandi risultati raggiunti, riflette una questione sistemica radicata nei pregiudizi storici e nelle norme radicate. Mentre la dottoressa Pandor continua il suo mandato, le lezioni apprese da questo incidente rimangono rilevanti.
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