Il presidente Cyril Ramaphosa supervisionerà la direzione strategica della regione durante il suo mandato, con la governance della migrazione identificata come priorità assoluta. Il portavoce del Dipartimento per le relazioni internazionali e la cooperazione (Dirco), Chrispin Phiri, ha delineato la visione del Sudafrica, sottolineando la necessità di un approccio coordinato e legale alla gestione dei flussi migratori.
Il presidente Phiri ha affermato che la mobilità delle persone nella regione è profondamente connessa alle opportunità economiche e all'occupazione e non dovrebbe essere ridotta solo a una preoccupazione di sicurezza. "L'affrontare le sfide associate alla migrazione irregolare deve avvenire in un quadro ordinato e legale", ha affermato Phiri, sottolineando l'importanza della cooperazione regionale nell'affrontare la complessa dinamica della migrazione.
Questo protocollo mira a creare un quadro strutturato per il movimento delle persone in tutta la regione, consentendo una migrazione regolare e ordinata. L'iniziativa arriva in un momento di crescente tensione in Sudafrica per la migrazione irregolare, il controllo delle frontiere e l'afflusso di migranti dai paesi vicini. Il ministro delle relazioni internazionali e della cooperazione Ronald Lamola ha invitato i membri della SADC a firmare il protocollo, sostenendo che le sfide migratorie devono essere affrontate attraverso una collaborazione regionale legale. Secondo il segretario esecutivo della SADC Elias Magosi, sette stati membri hanno già ratificato il protocollo, anche se sono necessari 11 per renderlo operativo.
L'obiettivo è quello di aumentare il commercio intra-SADC dal suo livello attuale di circa il 20% a un obiettivo del 50%. Questo obiettivo si allinea con gli sforzi più ampi volti a trasformare l'economia basata sulle risorse della regione in un'economia che generi più valore a livello locale. Lamola ha sottolineato che le nazioni SADC devono abbandonare la mera esportazione di materie prime e concentrarsi invece sul beneficio, sulle catene di valore regionali e sull'aumento del commercio tra di loro.
La regione possiede quasi il 30% delle riserve mondiali di minerali critici comprovate, tra cui il 50% del cobalto globale e il 20% della grafite. Sviluppando queste risorse all'interno della regione, il Sudafrica spera di creare occupazione sostenibile e crescita economica riducendo al contempo la dipendenza dai mercati esterni. Lo sviluppo delle infrastrutture è anche una pietra miliare del piano del Sudafrica, con il governo che mira ad espandere e modernizzare le reti di trasporto, le reti energetiche, i porti, i sistemi digitali e l'approvvigionamento idrico in tutta la regione.
Phiri ha sottolineato che la produzione regionale rappresenta attualmente solo il 10% del PIL, evidenziando l'urgente necessità di aumentare la capacità produttiva per soddisfare le richieste di occupazione. L'attenzione alle infrastrutture fa parte di uno sforzo più ampio per rafforzare l'integrazione economica e garantire che la regione possa competere efficacemente nei mercati globali. Lo sviluppo sociale e del capitale umano svolgerà un ruolo cruciale nella strategia regionale del Sudafrica, soprattutto data la giovane demografia del continente. L'Africa ha la popolazione più giovane del mondo, con un'età media di 19 anni e quasi il 60% dei suoi abitanti sotto i 25 anni.
Entro il 2030, un giovane su quattro a livello globale sarà africano, rendendo l'empowerment dei giovani una componente vitale dello sviluppo a lungo termine. Il Sudafrica prevede di dare priorità alle iniziative che promuovono l'uguaglianza di genere, la resilienza climatica e la gestione del rischio di catastrofi, riconoscendo la natura interconnessa di queste sfide. Il governo ritiene che investire in istruzione, formazione delle competenze e politiche inclusive aiuterà a sfruttare il potenziale dei giovani africani e a guidare un progresso sostenibile. La sicurezza rimane una preoccupazione pressante, in particolare mentre si svolge il 46 ° vertice SADC a Durban.
Un'importante operazione di sicurezza, NATJOINTS, è iniziata prima del vertice, che copre luoghi chiave come il Centro congressi internazionale, i siti di alloggio, le vie di trasporto e le aree pubbliche. Il tenente generale Tebello Mosikili, capo dell'operazione, ha avvertito contro qualsiasi tentativo di disturbare il vertice, affermando che tali azioni non saranno tollerate. Mentre sono consentite proteste legali, le autorità hanno chiarito che le attività criminali, l'intimidazione e l'interferenza con il vertice dovranno affrontare una rigorosa applicazione. Le misure di sicurezza riflettono la gravità della situazione, poiché il vertice rappresenta un momento cruciale per la cooperazione regionale e il processo decisionale.
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