Il Parlamento europeo ha approvato le misure il 9 luglio 2025 che consentirebbero alle aziende tecnologiche di scansionare le chat online per il materiale di abuso sessuale infantile (CSAM), riducendo le protezioni della privacy degli utenti. I critici lo chiamano "controllo delle chat", sostenendo che equivale a sorveglianza di massa piuttosto che alla prevenzione mirata del crimine. La misura include una deroga temporanea alle leggi sulla privacy, simile a quella scaduta nell'aprile 2025. Le principali aziende tecnologiche come Google, Meta, Microsoft e Snap supportano il monitoraggio continuo del CSAM. Tuttavia, una lettera aperta firmata da oltre 800 esperti avverte che rilevare il CSAM su larga scala è impraticabile a causa di problemi di accuratezza. Esistono anche preoccupazioni su come le forze dell'ordine gestiscono i dati segnalati, con prove che alcune agenzie conservano inutilmente i file. Una valutazione d'impatto del 2023 ha suggerito che le regole proposte avrebbero limitato l'efficacia complessiva.
Lettura del bias (Progressista): L'articolo definisce la proposta dell'UE come una forma di "sorveglianza di massa" e mette in evidenza le critiche di gruppi di sinistra e di esperti che mettono in dubbio la fattibilità e il potenziale eccesso di portata della proposta.





