Il principe Harry è stato condannato a pagare 11 milioni di euro in spese legali dopo aver perso la sua causa contro il tabloid britannico Daily Mail. Insieme alla pop star Elton John e ad altri cinque querelanti, Harry aveva accusato la pubblicazione di invadere la loro privacy attraverso metodi illegali come l'hacking di telefoni cellulari. Tuttavia, il caso è stato respinto a luglio dall'Alta Corte di Londra a causa di prove insufficienti. La sentenza è arrivata dopo una lunga battaglia legale che ha visto il tribunale respingere le accuse di sorveglianza illegale e raccolta di dati da parte della società madre del Daily Mail, Associated Newspapers.
Il giudice Nicklin ha dichiarato durante il processo che non poteva essere escluso che la segnalazione si basasse su fonti legittime. Questa decisione ha segnato la fine della terza e ultima causa intentata dal principe Harry contro i media, che aveva precedentemente accusato di usare tattiche non etiche per scoprire scandali e spiare la sua vita privata.
Associated Newspapers ha salutato l'esito come una "vittoria decisiva" e ha sottolineato che la società avrebbe continuato a perseguire i costi rimanenti dai querelanti di alto profilo. È stato anche riferito che alcuni dei querelanti potrebbero avere una copertura assicurativa per parte delle spese legali, sebbene l'entità di questa copertura rimanga poco chiara. La causa è stata una delle numerose avviate da personaggi di spicco contro i principali tabloid britannici. Oltre al principe Harry e Elton John, i querelanti comprendevano David Furnish, marito di Harry, produttore cinematografico noto per il suo lavoro nell'intrattenimento; le attrici Sadie Frost e Liz Hurley; il politico Simon Hughes; e l'attivista antirazzista Doreen Lawrence.
Nel 2023, gli editori del Daily Mirror sono stati ritenuti colpevoli di intercettazioni telefoniche diffuse e abituali, con conseguente sanzione. L'anno scorso, il giornale Sun di Rupert Murdoch ha rilasciato un'apologia senza precedenti per anni di intrusione nella vita personale di Harry e ha accettato di pagare un risarcimento sostanziale come parte di un accordo.
La corte ha riconosciuto la potenziale legittimità delle fonti utilizzate dal giornale, ma ha infine stabilito che i querelanti non hanno fornito prove sufficienti a sostegno delle loro affermazioni. Questa decisione sottolinea le sfide affrontate da personaggi pubblici che cercano un ricorso legale contro le organizzazioni di media accusate di giornalismo invasivo. Man mano che il processo legale avanza, i costi rimanenti dovranno essere affrontati dai querelanti, che ora devono affrontare le implicazioni finanziarie della loro perdita.
Con l'avvicinarsi della scadenza per il pagamento iniziale, l'attenzione rimarrà focalizzata su come le parti interessate reagiranno alla decisione del tribunale.
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