L'India sta espandendo la sua rete di impianti di trasformazione dei rifiuti in energia (WTE) nonostante le crescenti preoccupazioni per il loro impatto ambientale. A Sannoth, un villaggio vicino a Delhi, i residenti stanno protestando contro la costruzione di un nuovo impianto WTE da 3.000 tonnellate al giorno, da 30 megawatt, che è iniziato nonostante le sfide legali e l'opposizione della comunità.
La costruzione del nuovo impianto è iniziata a maggio, anche se un caso era già stato depositato presso il National Green Tribunal (NGT). Le proteste dei residenti locali sono continuate dal dicembre 2024, evidenziando l'aumento delle tensioni tra i progetti di sviluppo urbano e la salute pubblica.
Nonostante queste cifre, gli impianti WTE in India hanno lottato con la funzionalità, con la metà delle 30 strutture esistenti considerate non operative a causa della qualità inadeguata dei rifiuti e della fattibilità economica. 1% per la fornitura di energia nazionale. Nonostante queste carenze, il governo indiano ha preso provvedimenti per promuovere la tecnologia WTE. Nel 2025, ha esentato gli impianti WTE dalle precedenti autorizzazioni ambientali e li ha riclassificati dalla categoria rossa, che denota un elevato rischio di inquinamento, alla categoria blu, riservata alle strutture critiche per la mitigazione dell'inquinamento. Questo cambiamento riflette un più ampio sostegno politico per WTE, anche se le tendenze globali suggeriscono cautela.
In Europa, dove il WTE inizialmente ha guadagnato terreno come alternativa alla discarica, studi recenti hanno sollevato allarmi sulle emissioni di gas serra della tecnologia. Di conseguenza, l'Unione europea ha ridotto il sostegno finanziario per i progetti WTE, mentre la Germania, che ospita la più grande infrastruttura WTE del continente, ha introdotto una tassa sull'anidride carbonica sul settore.
In India, dove i rifiuti sono in gran parte non ordinati e altamente umidi, il basso valore calorifico dei rifiuti locali li rende inadatti per una conversione energetica efficiente. Le regole di gestione dei rifiuti solidi, 2026, richiedono che solo i rifiuti non riciclabili che soddisfano specifici standard calorifici siano utilizzati per la generazione di energia. Questo processo comporta la conversione dei rifiuti in pellet e fluff di combustibile derivato dai rifiuti (RDF), un passo che viene spesso ignorato nella pratica.
La spinta per gli impianti WTE ha scatenato dibattiti sulla sostenibilità rispetto alle immediate esigenze energetiche. Mentre i fautori evidenziano il potenziale per la riduzione dei rifiuti e la produzione di energia, gli oppositori sottolineano i rischi per la salute delle comunità vicine. A Sannoth, i residenti sostengono che i benefici di WTE sono superati dagli effetti negativi sulla qualità dell'aria e sulla salute pubblica. Le loro preoccupazioni riflettono un più ampio modello di resistenza ai progetti infrastrutturali su larga scala in regioni densamente popolate, dove la giustizia ambientale e i diritti della comunità rimangono questioni centrali.
Con 16 ulteriori impianti attualmente in costruzione e altri 33 in programma, il governo affronta crescenti pressioni per bilanciare le ambizioni di crescita con la responsabilità ecologica. Nel frattempo, la conversazione globale intorno al WTE si sta evolvendo, con un crescente esame della sua sostenibilità a lungo termine e delle implicazioni etiche. Per ora, la storia di Sannoth funge da microcosmo dei complessi trade-off che modellano l'approccio dell'India alla gestione dei rifiuti e all'energia sostenibile.
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