I presidenti Aleksandar Vučić della Serbia e Volodymyr Zelensky dell'Ucraina si sono incontrati a Belgrado l'8 agosto 2026, segnando la prima visita di Zelensky in Serbia da quando ha assunto l'incarico nel 2019 e la prima visita di questo tipo dall'invasione russa dell'Ucraina nel febbraio 2022.
Vučić ha dichiarato durante la conferenza stampa che la Serbia continuerà a sostenere la sua politica di sostegno all'integrità territoriale dell'Ucraina, aggiungendo che non ci sarebbe "no ma" a questa posizione. Ha confermato che non si sono svolte discussioni sulla collaborazione militare con l'Ucraina, osservando invece che la questione di ciò che verrà dopo la fine della guerra rimane aperta.
I due leader hanno anche affrontato il ruolo dell'Europa nella risoluzione del conflitto. Vučić ha assicurato a Zelensky il pieno sostegno della Serbia agli sforzi di integrazione europea dell'Ucraina, rispecchiando l'impegno di Zelensky a sostenere la propria traiettoria europea della Serbia. Zelensky ha sottolineato l'importanza di cogliere ogni opportunità diplomatica per raggiungere la pace, citando potenziali strade a Washington, Pechino, capitali europee, partner in Medio Oriente, Stati del Golfo e altre potenze globali. Zelensky ha ringraziato Vučić per l'aiuto umanitario della Serbia e il sostegno all'integrità territoriale dell'Ucraina.
Tuttavia, ha esortato gli alleati occidentali a fornire ulteriore assistenza militare, citando gli ingenti danni causati dagli attacchi russi. Ha sottolineato che quasi tutte le centrali termoelettriche in Ucraina sono state danneggiate a causa di attacchi missilistici mirati, rendendo la vita per i cittadini ucraini insostenibile nelle condizioni attuali. L'incontro ha sottolineato priorità bilaterali più ampie, tra cui progetti infrastrutturali, cooperazione energetica, estrazione mineraria e agricoltura. Entrambi i leader hanno sottolineato gli sforzi per finalizzare un accordo di libero scambio entro la fine dell'anno e hanno evidenziato specifici contributi di aiuto umanitario dalla Serbia, specialmente negli sforzi di ricostruzione del dopoguerra in Ucraina.
La Serbia ha a lungo mantenuto stretti legami con la Russia, anche se molte nazioni occidentali hanno imposto sanzioni a seguito dell'invasione russa dell'Ucraina. A differenza delle sue controparti europee, la Serbia non ha sanzionato Mosca e continua a preservare i legami economici, in particolare nel settore energetico. Questa posizione ha posto la Serbia in una posizione geopolitica distinta all'interno dell'Europa, allineandosi più strettamente con la Russia che con i paesi occidentali. Durante la sua visita, Zelensky ha sottolineato la disponibilità dell'Ucraina a perseguire la pace attraverso canali diplomatici laddove possibile.
Le sue osservazioni contrastavano con la prospettiva cauta di Vučić, che riflette uno scetticismo più ampio tra alcuni attori regionali riguardo alla probabilità di una rapida risoluzione del conflitto in corso. Le discussioni hanno anche toccato le sfide pratiche che entrambi i paesi devono affrontare, con Zelensky che sollecita il sostegno internazionale per affrontare la situazione in deterioramento delle infrastrutture energetiche dell'Ucraina. Vučić ha riaffermato l'impegno della Serbia per la neutralità e la non interferenza nella guerra, concentrandosi invece sulla promozione delle relazioni bilaterali e sul sostegno alle aspirazioni europee dell'Ucraina.
La visita ha segnato un passo simbolico nel rafforzamento dei legami tra le due nazioni, nonostante il complesso panorama geopolitico che circonda la guerra in Ucraina. Entrambi i leader hanno riconosciuto la necessità di un dialogo e una cooperazione continui in mezzo alle ostilità in corso. La conferenza stampa congiunta ha incluso riferimenti alle interazioni passate tra i due paesi, evidenziando il significato di questa visita come un nuovo capitolo nelle loro relazioni diplomatiche. Vučić ha osservato che la visita era storica, rappresentando la prima volta che un presidente ucraino aveva visitato la Serbia dall'inizio della guerra.
La discussione sulla cooperazione futura, compresi gli accordi infrastrutturali e commerciali, ha segnalato un'attenzione alla costruzione di partenariati a lungo termine al di là delle preoccupazioni immediate in tempo di guerra. La visita di Zelensky ha anche mirato a rafforzare il riconoscimento internazionale della sovranità e delle rivendicazioni territoriali dell'Ucraina, contrastando qualsiasi percezione di isolamento.
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