ON
← Torna al feed
Vladimir Kozina: Testimoniando il comunismo come lo conosco [4]
Slovenia🏛️ PoliticaProgressistal’altro ieri

Vladimir Kozina: Testimoniando il comunismo come lo conosco [4]

L'articolo racconta un racconto personale di Vladimir Kozina che descrive le sue esperienze durante i primi anni del governo comunista in Slovenia, concentrandosi sulle pratiche religiose e le interazioni con figure della chiesa come il vescovo Gregorij Rožman.

Vladimir Kozina, un ex studente e in seguito un partecipante alle attività degli esuli sloveni in Austria durante l'immediato dopoguerra, ha raccontato le sue esperienze in un racconto dettagliato intitolato Komunizem, kot ga jaz poznam. La narrazione si concentra su una cerimonia religiosa tenutasi ad Anras vicino a Lienz il 31 maggio 1945, che ha segnato un momento cruciale nella vita spirituale della comunità.

Kozina ha descritto l'atmosfera solenne e il peso emotivo portato dai partecipanti, notando in particolare il comportamento cupo del vescovo dopo aver ricevuto notizie preoccupanti. La cerimonia si è svolta poco dopo la liberazione della Slovenia dall'occupazione nazista. Come parte della celebrazione religiosa, la comunità si è riunita per una processione, seguita da una celebrazione del Santissimo Corpo di Cristo. Kozina ha notato che il vescovo era nelle immediate vicinanze della congregazione, camminando davanti a lui, mentre il canonico Kraljič era al fianco del signor Zajc, vestito con un impermeabile grigio.

Dopo la funzione, Kozina apprese dal vescovo che l'ultimo gruppo di sfollati era stato rimpatriato in Slovenia. Questa rivelazione avvenne dopo che il vescovo e altri avevano consegnato un messaggio da Vetrinja, un luogo associato alla comunità degli esuli. Le informazioni diedero un senso di finalità al loro prolungato soggiorno all'estero, ma sottolinearono anche le sfide in corso affrontate da coloro che avevano cercato rifugio. Il vescovo, visibilmente scosso, condivise la notizia con la congregazione, anche se non ha elaborato ulteriormente.

Nei giorni successivi alla cerimonia, Kozina e altri studenti iniziarono a distribuire un giornale chiamato Slovenec v Tirolah, stampato in una tipografia locale. La pubblicazione mirava a mantenere informata e connessa la diaspora slovena. Il giornale conteneva contributi di personaggi importanti come l'accademico Ciril Skebe, i cui talenti artistici adornavano le sue pagine. Uno dei primi numeri includeva una lettera del vescovo, in risposta alle dichiarazioni di Boris Kidrič a un congresso a Lubiana. Questo atto dimostrava l'impegno del vescovo nel mantenere legami culturali e politici tra gli sloveni in esilio. Per tutto questo periodo, il vescovo rimase attivamente impegnato con la comunità.

Le domeniche, le famiglie di Anras si riunivano nella Chiesa di Sant'Antonio per regolari incontri. Il vescovo partecipava a questi incontri, offrendo guida e supporto spirituale. Kozina ricordava come il vescovo conducesse processioni, spesso accompagnato da uno studente che trascriveva le sue preghiere. Queste riflessioni scritte a mano furono successivamente digitate su matrici e diffuse ampiamente, anche attraverso la pubblicazione slovena v Tirolah.

Ha ricordato che il vescovo aveva scritto una lettera in latino a Papa Pio XII, chiedendo l'accettazione delle sue dimissioni come vescovo di Lubiana. Anche se il vescovo ha affidato la lettera al canonico Kraljič per la consegna attraverso il confine a Roma, Kozina si è rammaricato di non aver conservato una copia del testo originale. Nonostante questa perdita, il gesto ha simboleggiato il profondo legame del vescovo sia con la sua fede che con la sua patria.

Attraverso i ricordi di Kozina, vediamo il ruolo duraturo della fede nel plasmare l'identità e la resilienza in mezzo allo sfollamento e all'incertezza.

1 servizi

Družina logoDružinaVicino a un partitoProgressistaFattualità 75Obiettività 60l’altro ieri
Vladimir Kozina: Testimoniando il comunismo come lo conosco [4]

L'articolo racconta un racconto personale di Vladimir Kozina che descrive le sue esperienze durante i primi anni del governo comunista in Slovenia, concentrandosi sulle pratiche religiose e le interazioni con figure della chiesa come il vescovo Gregorij Rožman.

Lettura del bias (Progressista): L'articolo presenta una visione critica del regime comunista attraverso la lente della vita religiosa e culturale, sottolineando la soppressione della libertà individuale e il controllo sui pensieri e le azioni delle persone.

Perché fattualità (75): The article describes an event from May 31, 1945, involving religious processions, clergy members like Bishop Gregorij Rožman and Canon Dr. Janez Kraljič, and mentions the return of 'domobranci' (homeguards) who were likely part of the Yugoslav People's Army. These details align with historical acco

Perché obiettività (60): The article has a subjective tone, presenting the event through a personal perspective with emotional descriptions such as 'veliko zaskrbljenost' (great concern) and 'bilen, kar tresel se je' (pale, trembling). It also uses emotionally charged language when describing the revelation of the 'strašna

Come l’ha coperta ogni schieramento

Lo stesso evento, raggruppato per l’orientamento politico delle testate che ne parlano.

Come l’ha coperta ogni schieramento

Sostieni notizie indipendenti e consapevoli del bias e sblocca il polso social, il voto della comunità e tutte le altre funzioni per i sostenitori.

Diventa sostenitore

Nel mondo

Lo stesso evento come riportato in altri paesi.

Nel mondo

Sostieni notizie indipendenti e consapevoli del bias e sblocca il polso social, il voto della comunità e tutte le altre funzioni per i sostenitori.

Diventa sostenitore

Verifica delle affermazioni

Le principali affermazioni fattuali e quante fonti le sostengono o le contestano.

Verifica delle affermazioni

Sostieni notizie indipendenti e consapevoli del bias e sblocca il polso social, il voto della comunità e tutte le altre funzioni per i sostenitori.

Diventa sostenitore

Manteniamo le notizie oneste.

ObjectiveNews è finanziato dai lettori e senza pubblicità: ti mostriamo il bias invece di nasconderlo. Sostieni il giornalismo indipendente per 4 €/mese.

Diventa sostenitore

Storie correlate