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# Dobbiamo solo affrontare la nostra piccolezza #
IS🏛️ Politica4 gg fa

# Dobbiamo solo affrontare la nostra piccolezza #

L'articolo discute le preoccupazioni sollevate da Sigurður Þórðarson, membro del parlamento islandese e capo della commissione per le finanze, in merito alla potenziale adesione dell'Islanda allo Spazio economico europeo (SEE). Sostiene che prima di aderire all'SEE, l'Islanda dovrebbe affrontare le questioni interne relative alla pesca e al commercio, in particolare l'impatto delle società straniere che acquistano quote di pesca islandesi e sfruttano le risorse ittiche. Avverte che se l'Islanda aderisce all'SEE senza risolvere questi problemi, le imprese straniere potrebbero acquistare grandi operazioni di pesca ed esportare pesce non trasformato all'estero, portando alla perdita di posti di lavoro locali.

Il panorama politico islandese è stato recentemente scosso dalle dichiarazioni di Sigurður Þórðarson, parlamentare del Partito popolare e presidente della commissione finanziaria, che ha annunciato l'intenzione di votare contro la prosecuzione della partecipazione dell'Islanda ai negoziati sull'adesione all'Unione europea in agosto. La sua posizione è radicata nelle preoccupazioni per l'industria della pesca del paese e la sua potenziale vulnerabilità ai sensi delle normative dell'UE. Secondo Þórðarson, alcune questioni relative al settore della pesca devono essere affrontate a livello nazionale prima di considerare l'adesione dell'Islanda all'UE.

Ha sottolineato che l'attuale sistema non dovrebbe essere modificato senza garantire la tutela degli interessi nazionali, in particolare per quanto riguarda l'esportazione di pesce e altri prodotti ittici.

Þórðarson ha avvertito che se l'Islanda dovesse aderire all'UE senza modifiche al suo quadro esistente, le società straniere potrebbero potenzialmente acquisire il controllo delle risorse marine del paese. Ciò consentirebbe alle società alimentari internazionali di acquistare le più grandi società di pesca e trasportare pesce non trasformato all'estero per la trasformazione. Tale scenario potrebbe minacciare l'intera industria di trasformazione nazionale.

Secondo Þórðarson, in primavera sono già state adottate misure specifiche per aumentare il valore delle esportazioni, ma resta ancora molto lavoro da fare. Ha osservato che l'Autorità fiscale non gli ha fornito informazioni sul valore delle esportazioni dei principali prodotti di esportazione del paese a meno che non vi sia un ampio follow-up. Ha sottolineato l'importanza di prendere decisioni informate in modo rapido ed efficace, suggerendo che misure come aumentare in modo significativo gli sforzi di pesca locali e riformare il sistema in modo che il pesce non vada non trasformato all'estero possano essere attuate rapidamente.

In un altro sviluppo, Gunnlaugur Stefánsson, ex membro del parlamento e pastore di Heydol, ha scritto sulla recente decisione del nuovo ministro della pesca di presentare una vecchia proposta sulla gestione delle aree di mare aperto. La proposta era stata precedentemente presentata dal precedente governo, ma è stata respinta a causa della mancanza di sostegno e della mancata risposta alle preoccupazioni ambientali. La proposta mirava ad adeguare le quote per le aree di mare aperto, consentendo agli stranieri di pescare in queste regioni utilizzando reti con tutti gli attrezzi associati tipicamente utilizzati nelle operazioni di acquacoltura che coinvolgono il salmone.

Stefánsson ha criticato la mossa, sottolineando che questo approccio ignora i risultati dell'Ufficio nazionale di controllo, che aveva sollevato gravi preoccupazioni per la gestione delle aree di mare aperto. Ha espresso delusione per il fatto che il nuovo governo non ha introdotto una nuova politica allineata con i tempi moderni, sottolineando la necessità di pratiche sostenibili e protezione ambientale. Stefánsson ha anche sottolineato che a differenza del sistema di quote per la pesca, che limita la proprietà straniera, le modifiche proposte per le aree di mare aperto permetterebbero agli stranieri di possedere porzioni significative dell'industria.

Ha inoltre spiegato che nessun paese al mondo consente un tale sistema di quote per le aree di mare aperto, sostenendo che crea valore economico causando danni ecologici. Ha fatto riferimento alle esperienze in Norvegia e in Canada, dove l'allevamento a rete aperta ha portato a gravi conseguenze ambientali, tra cui la distruzione delle popolazioni di salmone selvatico e il danno agli ecosistemi circostanti. Stefánsson ha esortato il governo a svegliarsi alle realtà del momento presente e a preparare una nuova proposta che affronti sia le richieste di innovazione che la protezione ambientale, lavorando in collaborazione con tutte le parti interessate.

L'onorevole Stefánsson ha concluso affermando che il miglior contributo per l'industria della pesca nei fiordi occidentali e per la comunità di Djúpavogur, che dipende fortemente dalle zone di mare aperto, è quello di garantire che l'industria dell'acquacoltura sia modernizzata e soddisfi gli standard contemporanei, e ha chiesto un approccio responsabile per evitare di ripetere gli errori del passato e salvaguardare il futuro dell'industria e dell'ambiente.

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Vísir logoVísirIndipendenteCentro4 gg fa
# Dobbiamo solo affrontare la nostra piccolezza #

L'articolo discute le preoccupazioni sollevate da Sigurður Þórðarson, membro del parlamento islandese e capo della commissione per le finanze, in merito alla potenziale adesione dell'Islanda allo Spazio economico europeo (SEE). Sostiene che prima di aderire all'SEE, l'Islanda dovrebbe affrontare le questioni interne relative alla pesca e al commercio, in particolare l'impatto delle società straniere che acquistano quote di pesca islandesi e sfruttano le risorse ittiche. Avverte che se l'Islanda aderisce all'SEE senza risolvere questi problemi, le imprese straniere potrebbero acquistare grandi operazioni di pesca ed esportare pesce non trasformato all'estero, portando alla perdita di posti di lavoro locali.

Lettura del bias (Centro): Mentre la questione della potenziale adesione dell'Islanda all'EEA è politicamente significativa, l'articolo presenta argomentazioni da entrambe le parti, evidenziando i rischi economici e sostenendo la riforma interna, senza favorire apertamente una posizione rispetto all'altra.

Vísir logoVísirIndipendenteDestra5 gg fa
Vogliamo ridurre le quote del mondo marino?

L'articolo discute una proposta del nuovo ministro della pesca islandese di reintrodurre un disegno di legge relativo alla gestione della quota di pesca in mare aperto, che era stato precedentemente respinto dal vecchio governo a causa di preoccupazioni ambientali. La legislazione proposta mira a consentire ai cittadini stranieri di pescare nelle acque islandesi utilizzando quote simili a quelle utilizzate nella gestione della pesca. Ciò ha sollevato preoccupazioni per la protezione dell'ambiente e gli interessi nazionali. Il disegno di legge è stato inizialmente criticato dall'Ufficio nazionale di audit per la sua gestione della governance della pesca, ma è stato comunque presentato dalla nuova amministrazione. I critici sostengono che questo approccio mina le salvaguardie ambientali e crea vantaggi economici per le entità straniere, consentendo agli islandesi un accesso limitato ai diritti di pesca.

Lettura del bias (Destra): L'articolo definisce la reintroduzione del sistema delle quote come una mossa controversa che dà priorità agli interessi economici rispetto alla protezione dell'ambiente e alla sovranità nazionale.

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