Pirineo Digno ha convocato una manifestazione a Jaca domenica 23 agosto per chiedere responsabilità politica sulla gestione dell'incendio boschivo di Riglos. Il movimento, che si batte per la dignità delle comunità di montagna e la giustizia ambientale, prevede di riunirsi a mezzogiorno a Plaza Biscós con lo slogan "Aragón Arde, Azcón y Nolasco responsables".
L'incendio ha provocato lo sfollamento di circa 1.000 persone da 19 villaggi e ha bruciato migliaia di ettari nei pressi della Hoya de Huesca e della regione del Prepirineo. L'appello all'azione arriva dopo diversi giorni di intensi sforzi antincendio. L'incendio ha costretto l'evacuazione dei residenti da più insediamenti, con vigili del fuoco che lavorano a fianco di squadre delle Diputazioni di Huesca e Saragozza, nonché di altri enti amministrativi. Pirineo Digno evidenzia il coraggio degli agricoltori locali che hanno utilizzato le proprie risorse per combattere le fiamme, insieme ai volontari che forniscono riparo, cibo e sostegno ai colpiti.
L'organizzazione collega la gravità degli incendi allo spopolamento, all'abbandono dell'allevamento estensivo di bestiame e al cambiamento climatico, sollecitando maggiori investimenti nel personale antincendio forestale, migliori condizioni di lavoro e politiche che promuovano l'uso sostenibile del suolo e la presenza della comunità.
Ora, il gruppo considera l'incendio di Riglos come un "disastro annunciato, prevenibile e prevedibile" e chiede un "cambiamento radicale" nel modo in cui tali crisi vengono gestite. Nel frattempo, il governo riferisce che l'incendio è stato contenuto leggermente durante la notte, con il perimetro rimasto stabile a 16.600 ettari. I vigili del fuoco hanno fatto progressi nella stabilizzazione delle linee di fronte, in particolare in aree come Anzánigo e Botaya, pur mantenendo la vigilanza vicino a Peña Oroel. Nonostante questo, i funzionari avvertono che la domenica sarà una giornata impegnativa a causa dell'aumento delle temperature, della bassa umidità e dei forti venti.
La mancanza di inversione termica consente alle unità aeree di iniziare le operazioni prima del solito, potenzialmente migliorando l'efficienza. L'operazione coinvolge quasi 1.000 persone e fino a 40 aerei, compresi gli aiuti internazionali dalla Francia. I vigili del fuoco francesi, insieme a attrezzature come 16 camion dei vigili del fuoco e un elicottero, si uniranno allo sforzo. Ulteriore supporto proviene da forze regionali in Navarra, Catalogna, Castiglia e León, Valencia, Murcia, Castiglia-La Mancha, Madrid e La Rioja. L'aerodromo di Santa Cilia de Jaca è stato attivato per facilitare il rifornimento di carburante per gli aerei, riducendo i tempi di viaggio e migliorando la prontezza operativa.
A partire da ora, 19 nuclei rimangono evacuati, colpendo 1.046 individui. Di questi, 76 si trovano in rifugi organizzati dalle amministrazioni locali, mentre altri si sono trasferiti utilizzando i propri mezzi o con l'assistenza della famiglia. Le chiusure stradali persistono, compresa la A-132 tra Murillo de Gállego e Puente la Reina, e la A-1205. La situazione rimane fluida, con sforzi continui per proteggere sia la vita umana che i paesaggi naturali.
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