La Corte Costituzionale austriaca ha annullato una normativa del 2025 che consentiva al personale del governo di gestire gli account sui social media per conto di membri del governo e partiti politici. La corte ha stabilito che questa pratica violava i principi costituzionali di neutralità e parità di opportunità, conferendo vantaggi economici ingiustificati ai partiti al governo rispetto ai gruppi di opposizione. Sebbene la normativa richiedesse che i contenuti rimanessero apolitici, la corte ha ritenuto che l'accesso alle risorse statali basato esclusivamente sulla partecipazione al governo fosse incostituzionale. Il Senato per la Trasparenza dei Partiti Indipendenti aveva già imposto multe superiori a 400.000 euro per precedenti violazioni di queste regole. L'Ufficio di Controllo ha stimato che i costi annuali per la gestione dei social media in quattro uffici governativi ammontavano fino a 220.000 euro, importo che è stato addebitato come sanzione ai partiti interessati.
Lettura del bias (Centro): Il rapporto presenta in modo imparziale le basi legali della decisione, cita dati finanziari specifici tratti da audit ufficiali e elenca le parti coinvolte, evitando un linguaggio tendenzioso o che favorisca una qualsiasi posizione politica.






