La regista danese-egiziana May El-Toukhy ha evidenziato lo squilibrio di genere in corso nell'industria cinematografica durante il Festival del Cinema di Venezia, dove è l'unica regista femminile di un film di finzione tra i 21 contendenti per il premio Leone d'Oro. Ha sottolineato che le donne affrontano sfide sistemiche, tra cui difficoltà a garantire finanziamenti e maggiori ostacoli nel far produrre i loro film rispetto ai loro omologhi maschi. Il film di El-Toukhy, 'Woman Unknown', esplora i temi dell'invisibilità femminile e lo stigma storico affrontato dalle donne coinvolte con i soldati tedeschi durante la seconda guerra mondiale in Danimarca. Nonostante il direttore del festival abbia osservato che il 24% dei film presentati sono stati diretti da donne, in calo rispetto al 30% dell'anno precedente, El-Toukhy ha espresso preoccupazione per il fatto che i progressi verso l'uguaglianza di genere nel cinema siano in stallo.
Lettura del bias (Progressista): L'articolo evidenzia la disuguaglianza di genere sistematica nell'industria cinematografica, concentrandosi sulla scarsa rappresentanza delle donne in posizioni di alto profilo come la regia di film in prestigiosi festival come quello di Venezia.





