La Corte Costituzionale della Slovenia ha invalidato parte della legge attualmente in vigore sulle inchieste parlamentari, che in precedenza impediva all'Assemblea Nazionale (DZ) di nominare una commissione d'inchiesta se veniva presentata una richiesta di revisione costituzionale dell'atto che istituisce l'inchiesta. La corte ha stabilito che tale sospensione temporanea e ritardo nella nomina della commissione o nel proseguire il processo di inchiesta parlamentare fino alla decisione della Corte Costituzionale viola l'autorità della DZ, come definita dall'articolo 93 della Costituzione. Il Consiglio di Stato aveva contestato diverse disposizioni della legge sull'inchiesta parlamentare del 2024, tra cui l'articolo 1.a, che consentiva a determinate entità di presentare richieste di revisione costituzionale entro 30 giorni dalla pubblicazione dell'atto. La corte ha sottolineato che i ritardi non sono sempre necessari e potrebbero ostacolare inutilmente l'effettiva protezione dei diritti costituzionali.
Lettura del bias (Centro): L'articolo presenta un'analisi giuridica equilibrata della sentenza della Corte costituzionale, concentrandosi sull'interpretazione delle disposizioni costituzionali piuttosto che su una posizione di parte.





