Il primo ministro Janez Janša ha duramente criticato la Corte Costituzionale slovena, accusandola di difendere uno status quo dannoso durante un discorso pubblico. Le sue osservazioni arrivano in un momento di crescenti tensioni politiche sul ruolo e la composizione della corte, in particolare sul suo allineamento con alcune correnti ideologiche all'interno della politica slovena.
Janša ha accusato la corte di proteggere una situazione dannosa, suggerendo che le sue decisioni ostacolano un governo efficace e riflettono un pregiudizio verso il mantenimento delle strutture esistenti piuttosto che adattarsi alle nuove sfide.
I suoi nove giudici sono eletti attraverso un processo che coinvolge il presidente della Repubblica, che propone i candidati, e l'Assemblea Nazionale, che deve approvarli con una maggioranza assoluta. Questo meccanismo è stato spesso esaminato per consentire l'influenza politica di modellare la composizione della corte. Negli ultimi anni, diversi candidati proposti per la Corte Costituzionale sono stati respinti dall'Assemblea Nazionale, tra cui Andraž Teršek, Anže Erbežnik e Janez Kranjc tra il 2020 e il 2022.
Per esempio, Barbara Zobec ha ritirato la sua candidatura dopo aver espresso dubbi sul fatto che i giudici costituzionali siano veramente indipendenti da considerazioni politiche. L'attuale composizione della Corte costituzionale riflette un periodo dominato dalle coalizioni di sinistra. Molti dei giudici in carica sono stati nominati durante il mandato del primo ministro Marjan Šarec, il cui governo faceva parte di una coalizione di sinistra.
La questione dell'indipendenza giudiziaria è stata a lungo un punto di controversia nella politica slovena. I critici sostengono che il processo di nomina consente un'indebita influenza politica, portando potenzialmente a decisioni parziali. Questa preoccupazione è stata sollevata nuovamente alla fine del 2015 quando l'ex parlamentare Jasna Murgel, che rappresentava il partito al potere all'epoca, ha osservato sui social media che la Corte costituzionale potrebbe cambiare la sua composizione entro un anno, implicando che le sue decisioni potrebbero cambiare a seconda del clima politico.
Con l'Assemblea Nazionale controllata da diverse fazioni politiche, c'è una crescente pressione sulla corte per giustificare le sue interpretazioni del diritto costituzionale. Il governo, guidato da Janša, ha ripetutamente chiesto riforme per garantire una maggiore trasparenza e ridurre i pregiudizi percepiti nella selezione dei giudici. Nel frattempo, i partiti di opposizione difendono l'indipendenza della corte e mettono in guardia contro i tentativi di politicizzare ulteriormente le sue funzioni. Mentre il dibattito continua, il futuro del rapporto della Corte costituzionale con i rami esecutivo e legislativo rimane incerto.
Le prossime elezioni e i possibili cambiamenti nella composizione dell'Assemblea nazionale potrebbero influenzare la dinamica della Corte, sollevando domande su come le sue decisioni saranno ricevute nel più ampio panorama politico.
★
Manteniamo le notizie oneste.
ObjectiveNews è finanziato dai lettori e senza pubblicità: ti mostriamo il bias invece di nasconderlo. Sostieni il giornalismo indipendente per 4 €/mese.
Diventa sostenitore