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Un'impiegata del ufficio del primo ministro ha incoraggiato la diffamazione sui social media
Slovenia🏛️ PoliticaConservatoreTrascurata dai progressisti

Un'impiegata del ufficio del primo ministro ha incoraggiato la diffamazione sui social media

Secondo quanto riferito, Kristina Hacin, consulente per le relazioni pubbliche presso l'ufficio del Primo Ministro sloveno, avrebbe coordinato campagne online attraverso gruppi di chat privati per diffondere disinformazione e contenuti di parte, anche durante i periodi di silenzio elettorale che precedevano i referendum. Secondo quanto riportato dalla rivista settimanale Mladina e dalla televisione slovena TV Slovenia, Hacin avrebbe istruito centinaia di membri e sostenitori del partito al governo SDS a condividere post e video specifici, spesso presentandoli come attività spontanee dei cittadini piuttosto che come iniziative coordinate dallo Stato. Tra le attività contestate, vi sarebbe la condivisione di un messaggio video del Primo Ministro Janez Janša in cui invitava gli elettori a partecipare ai referendum, sostenendo al contempo che le regole sul silenzio elettorale si applicavano solo agli organizzatori della campagna. Inoltre, le chat contenevano istruzioni per amplificare commenti negativi rivolti a un giornalista del quotidiano Delo che aveva recentemente commentato le proteste in Francia. Hacin ha descritto queste azioni come pratiche di comunicazione standard, mentre i partiti politici hanno chiesto un dibattito rispettoso nelle loro risposte.

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Chi beve e chi fotografa

L'articolo sostiene che i recenti scandali che coinvolgono il presidente dell'Assemblea nazionale slovena, Zoran Stevanovic, e la responsabile delle comunicazioni del Partito Socialdemocratico (SDS), Kristina Hacin, sono motivati da ragioni politiche piuttosto che da un reale interesse pubblico. L'articolo suggerisce che i media tradizionali, compresa la emittente pubblica RTV Slovenia, riportano selettivamente queste notizie per saldare conti politici contro figure che sostengono la coalizione guidata dal Primo Ministro Janez Janša. Il testo contrappone questo trattamento al caso "Black Cube", affermando che i media si sono concentrati sull'origine delle registrazioni piuttosto che sul loro contenuto, che presumibilmente rivelava attività simili a quelle della mafia all'interno dell'opposizione di sinistra. Riguardo al caso Hacin, l'autore critica testate come MMC e TV Slovenia per aver etichettato le sue comunicazioni interne come cyberbullismo o incitamento, sottolineando la mancanza di prove che la colleghino a profili anonimi sui social media.

Lettura del bias (Conservatore): Questo tipo di approccio si basa su accuse di parzialità dei media, etichetta la sinistra come "estremista" e "simile a una mafia", e difende i politici di destra da ciò che considera un controllo eccessivo e ingiusto.

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Il post di Janša, diventato virale, ha raggiunto quasi due milioni di visualizzazioni in meno di 24 ore: "Il primo ministro sloveno ha "denigrato" l'UE!"

Il recente post del Primo Ministro sloveno Janez Janša su X, riguardante gli sviluppi all'interno dell'Unione Europea, ha raggiunto quasi due milioni di visualizzazioni in meno di 24 ore. L'articolo sottolinea che questa ampia diffusione indica un forte interesse pubblico nei confronti di prospettive critiche sulla direzione dell'UE. Il post di Janša fa riferimento, in particolare, alla crisi istituzionale in Polonia, legata alla Corte Costituzionale, dove il Presidente Karol Nawrocki ha convocato riunioni di emergenza con i partiti parlamentari per affrontare presunte interferenze illegali da parte del governo del Primo Ministro Donald Tusk. Mentre l'opposizione polacca descrive queste azioni come illegali, il governo le giustifica come misure necessarie per ripristinare lo stato di diritto. L'articolo evidenzia inoltre che i media nazionali, in particolare la radiotelevisione pubblica slovena RTV Slovenia, non hanno fornito una copertura approfondita o equilibrata di queste significative turbolenze costituzionali in uno Stato membro dell'UE.

Lettura del bias (Conservatore): L'articolo presenta la crisi polacca come un' "interferenza illegale" sostenuta dall'opposizione, critica i media nazionali per una "copertura tendenziosa" e sottolinea il grande successo online delle critiche del primo ministro nei confronti dell'UE, in linea con le narrazioni euroscettiche.

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Un'impiegata del ufficio del primo ministro ha incoraggiato la diffamazione sui social media

Secondo quanto riferito, Kristina Hacin, consulente per le relazioni pubbliche presso l'ufficio del Primo Ministro sloveno, avrebbe coordinato campagne online attraverso gruppi di chat privati per diffondere disinformazione e contenuti di parte, anche durante i periodi di silenzio elettorale che precedevano i referendum. Secondo quanto riportato dalla rivista settimanale Mladina e dalla televisione slovena TV Slovenia, Hacin avrebbe istruito centinaia di membri e sostenitori del partito al governo SDS a condividere post e video specifici, spesso presentandoli come attività spontanee dei cittadini piuttosto che come iniziative coordinate dallo Stato. Tra le attività contestate, vi sarebbe la condivisione di un messaggio video del Primo Ministro Janez Janša in cui invitava gli elettori a partecipare ai referendum, sostenendo al contempo che le regole sul silenzio elettorale si applicavano solo agli organizzatori della campagna. Inoltre, le chat contenevano istruzioni per amplificare commenti negativi rivolti a un giornalista del quotidiano Delo che aveva recentemente commentato le proteste in Francia. Hacin ha descritto queste azioni come pratiche di comunicazione standard, mentre i partiti politici hanno chiesto un dibattito rispettoso nelle loro risposte.

Lettura del bias (Conservatore): L'articolo si basa in gran parte su fonti anonime e su accuse investigative provenienti da media allineati all'opposizione, come Mladina, concentrandosi su presunte manipolazioni orchestrate dallo Stato nei confronti di un giornalista specifico, il che presenta una narrazione critica nei confronti della coalizione di governo di centro-destra.

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La trasmissione di Janša, condotta da Gregorčič, sta criticando aspramente le azioni del partito SDS

La rivista settimanale Mladina ha riportato che Kristina Hacin, consulente per le relazioni pubbliche nello staff del Primo Ministro Janez Janša, gestisce due gruppi di chat privati utilizzati da centinaia di membri e sostenitori del Partito Democratico Sloveno (SDS). Secondo registrazioni dello schermo ottenute da una fonte anonima, questi gruppi sono stati utilizzati per coordinare la diffusione di contenuti e post del partito, con l'intento di screditare gli avversari, anche durante il periodo di silenzio elettorale che precedeva quattro referendum. Il giorno del silenzio elettorale, Hacin ha condiviso un messaggio video di Janša in cui esortava gli elettori a votare, nonostante precedenti chiarimenti che stabilivano che le regole del silenzio si applicavano anche agli organizzatori della campagna. Il report evidenzia casi in cui i membri del gruppo, alcuni utilizzando pseudonimi, hanno pubblicato insulti rivolti al giornalista Janez Markeš e alla televisione Slovenia Television, in seguito a un post dell'SDS che criticava i suoi commenti sulle proteste in Francia. In risposta, Hacin ha dichiarato all'agenzia di stampa statale STA che i gruppi sono canali di comunicazione standard per i membri del partito e ha negato qualsiasi attività segreta, affermando di essersi iscritta utilizzando il suo numero di telefono privato.

Lettura del bias (Conservatore): Il titolo utilizza termini denigratori come "piarovka" (trucco losco) e "klet" (trappola), mentre il corpo dell'articolo sottolinea accuse di disinformazione coordinata e violazione delle norme sul silenzio elettorale a carico del partito al governo.

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