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Stati Uniti: tribunale annulla il divieto di rilascio dei visti d'immigrazione
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Stati Uniti: tribunale annulla il divieto di rilascio dei visti d'immigrazione

Un tribunale federale statunitense di New York ha stabilito che la sospensione generale del visto per i richiedenti provenienti da 75 paesi era legalmente invalida. La politica, annunciata dall'allora segretario di Stato Mike Pompeo, mirava a limitare l'immigrazione da paesi considerati ad alto rischio in base alla nazionalità. La corte ha dichiarato che la misura superava l'autorità legale del segretario Pompeo e violava le leggi esistenti negando categoricamente i visti in base alla cittadinanza. I richiedenti interessati includevano individui provenienti da nazioni latinoamericane come Brasile e Colombia, stati balcanici come la Bosnia-Erzegovina, paesi dell'Asia meridionale tra cui Pakistan e Bangladesh e numerose nazioni africane, mediorientali e caraibiche. La causa è stata presentata da organizzazioni per i diritti dell'immigrazione, richiedenti visti e cittadini statunitensi che cercano di sponsorizzare i familiari.

La Corte federale statunitense di New York ha stabilito che la sospensione del visto per i richiedenti provenienti da 75 paesi era illegale. La decisione, emessa il 22 agosto 2026, ha annullato una politica introdotta dal Dipartimento di Stato nel gennaio 2026, che vietava il rilascio di visti di immigrazione a individui di tali nazioni. La sentenza ha dichiarato la politica "chiaramente illegale" e ha dichiarato che superava l'autorità del Segretario di Stato Marco Rubio, che aveva annunciato la misura.

L'amministrazione aveva giustificato la politica sostenendo che gli individui di queste regioni presentavano un rischio maggiore di diventare un onere finanziario per la rete di sicurezza sociale. I cittadini statunitensi che cercavano di sponsorizzare i membri della famiglia. Questi gruppi sostenevano che la politica violava il giusto processo e colpiva in modo sproporzionato i non cittadini, minando l'impegno degli Stati Uniti ad aprire i confini.

La causa ha sostenuto che la regola era basata su presupposti obsoleti e generalizzati sull'origine nazionale piuttosto che sul merito o l'intenzione individuale. La sentenza della corte ha sottolineato che la politica ha effettivamente annullato le leggi sull'immigrazione esistenti negando categoricamente i visti basati esclusivamente sulla nazionalità. Questo approccio, ha osservato il giudice, non ha preso in considerazione le circostanze specifiche di ogni richiedente e quindi ha costituito un eccesso di potere esecutivo. La decisione arriva in mezzo a dibattiti in corso sulla riforma dell'immigrazione e sull'equilibrio tra obblighi di sicurezza nazionale e umanitari.

Mentre alcuni legislatori hanno sostenuto misure volte a ridurre il numero di immigrati che entrano nel paese, altri sostengono che tali politiche rischiano di alienare gli alleati e di violare le norme internazionali.

L'amministrazione potrebbe anche essere sottoposta a pressioni per chiarire la sua posizione sulle future riforme dell'immigrazione, soprattutto perché le dinamiche politiche cambiano in risposta al sentimento pubblico e agli sviluppi legislativi.

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Stati Uniti: tribunale annulla il divieto di rilascio dei visti d'immigrazione

Un tribunale federale statunitense di New York ha stabilito che la sospensione generale del visto per i richiedenti provenienti da 75 paesi era legalmente invalida. La politica, annunciata dall'allora segretario di Stato Mike Pompeo, mirava a limitare l'immigrazione da paesi considerati ad alto rischio in base alla nazionalità. La corte ha dichiarato che la misura superava l'autorità legale del segretario Pompeo e violava le leggi esistenti negando categoricamente i visti in base alla cittadinanza. I richiedenti interessati includevano individui provenienti da nazioni latinoamericane come Brasile e Colombia, stati balcanici come la Bosnia-Erzegovina, paesi dell'Asia meridionale tra cui Pakistan e Bangladesh e numerose nazioni africane, mediorientali e caraibiche. La causa è stata presentata da organizzazioni per i diritti dell'immigrazione, richiedenti visti e cittadini statunitensi che cercano di sponsorizzare i familiari.

Lettura del bias (Centro): L'articolo presenta la sentenza del tribunale come una decisione legale neutrale, citando la giustificazione dell'amministrazione e le argomentazioni dei querelanti senza apertamente favorire nessuna delle due parti.

Perché fattualità (85): The article reports that a U.S. federal court overturned a blanket visa suspension for applicants from 75 countries, citing it as legally invalid. This aligns with the cross-source consensus that the policy was ruled unlawful. The article accurately describes the legal reasoning and the affected reg

Perché obiettività (78): The article presents the outcome of the court decision but frames it through the perspective of the plaintiffs (immigration rights organizations and applicants), which may introduce some bias. It uses terms like 'rechtswidrig' (illegal) and mentions the rationale behind the policy, which can be seen

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