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Gli Stati Uniti affermano che il ritiro israeliano dalle "zone pilota" del Libano meridionale è iniziato
AE🏛️ PoliticaCentro14 h fa

Gli Stati Uniti affermano che il ritiro israeliano dalle "zone pilota" del Libano meridionale è iniziato

Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha annunciato che l'implementazione di zone pilota per il ritiro di Israele dal Libano meridionale, come delineato in un accordo di giugno, è iniziata in tre villaggi: Froun, Srifa e Zawtar Al Gharbiyeh. Secondo funzionari statunitensi, il processo è iniziato nell'ambito del Quadro trilaterale e del Gruppo di coordinamento militare per il Libano. Tuttavia, fonti locali e funzionari libanesi hanno notato che le truppe israeliane erano già assenti da Froun e Srifa, dove erano presenti forze libanesi, e erano solo di stanza alla periferia di Zawtar Al Gharbiyeh. L'esercito libanese ha dichiarato che continua le operazioni in Froun e Srifa e si sta preparando a prendere il controllo di Zawtar Al Gharbiyeh dopo il ritiro delle forze israeliane, sebbene questo sia previsto più tardi. L'annuncio coincide con la visita del presidente libanese Joseph Aoun a Washington per spingere l'applicazione dell'accordo da parte degli Stati Uniti.

Lebanese army enters Zawtar Al Gharbiyeh after Israeli withdrawal under pilot scheme Lebanese troops took control of the southern village of Zawtar Al Gharbiyeh on Tuesday, marking the first town transferred from Israeli to Lebanese military authority under the pilot-zone initiative. The move followed the complete withdrawal of Israeli forces from the area, according to statements from the Lebanese Armed Forces (LAF). Soldiers deployed in the town faced initial resistance, with reports indicating that Israeli soldiers opened fire as Lebanese troops advanced. However, no casualties were reported among the Lebanese forces. The operation was conducted in coordination with the Military Co-ordination Group for Lebanon, a body established as part of the broader US-mediated framework agreement between Israel and Lebanon. The transfer of Zawtar Al Gharbiyeh represents a key step in the phased redeployment of Israeli forces and the gradual assumption of security responsibilities by the Lebanese military. Demining operations became the immediate focus for the LAF, with soldiers conducting surveys of roads and residential structures for unexploded ordnance. These tasks were necessary before displaced residents could safely return to their homes. The village, located in southern Lebanon, had suffered extensive damage during the conflict between Hezbollah and Israeli forces. Israeli military actions, including targeted demolitions, further exacerbated the destruction. The LAF urged residents to remain in temporary shelters until the security situation stabilized. The pilot-zone program, initiated under the June 26 agreement, aims to establish a structured process for the controlled withdrawal of Israeli troops from designated areas in southern Lebanon and the subsequent deployment of Lebanese forces. The US State Department confirmed the commencement of pilot zone operations in three villages, Froun, Srifa, and Zawtar Al Gharbiyeh, during a press briefing on Monday. While the announcement marked a milestone, some local officials noted that Froun and Srifa had already been vacated by Israeli forces and were under Lebanese military control prior to the formal declaration. Israeli troops remained stationed on the outskirts of Zawtar Al Gharbiyeh, with the actual handover occurring on Tuesday. The pilot-zone initiative emerged from a series of stalled diplomatic efforts aimed at resolving the long-standing dispute over Israeli military presence in southern Lebanon. The framework agreement was negotiated following intense hostilities that began on March 2, when Hezbollah escalated rocket attacks against Israel. This escalation occurred amid a broader regional conflict involving the United States, Iran, and its allies. Israel’s military campaign led to widespread displacement and significant civilian casualties, with estimates placing the death toll above 4,300. Despite a ceasefire agreement reached in November 2024, Israeli airstrikes continued, and the country maintained its occupation of strategic areas in the south. Lebanese officials have consistently emphasized that they are awaiting Israel’s compliance with the terms of the agreement. They argue that the withdrawal of Israeli forces from agreed-upon locations is a prerequisite for the Lebanese military to assume full responsibility for the region’s security. The LAF has stated that its deployment in Zawtar Al Gharbiyeh is contingent upon ongoing communication with the Military Co-ordination Group for Lebanon. The group, which facilitates cooperation between the two nations, plays a central role in overseeing the transition. However, tensions persist, with Hezbollah opposing any measures that could lead to the disarmament of its armed wing. The group has criticized the government’s efforts to negotiate directly with Israel, arguing that such moves undermine Lebanon’s sovereignty. Meanwhile, Lebanese President Joseph Aoun continues to seek international support for the implementation of the agreement. His recent visit to Washington included high-level meetings with U.S. officials, including Secretary of State Marco Rubio and President Donald Trump. During his trip, Aoun sought assurances that the United States would exert pressure on Israel to adhere to the terms of the June 26 agreement. The visit coincided with a call from Saudi Crown Prince Mohammed bin Salman, who pledged “assistance in all areas” for Lebanon. While the nature of Saudi support remains unclear, the gesture signals potential alignment with U.S. policy regarding regional stability. As the pilot-zone process unfolds, the success of the agreement will depend on the willingness of all parties to uphold their commitments and address the complex challenges facing Lebanon’s security and recovery.

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The National logoThe NationalVicino a un partitoCentro14 h fa
L'esercito libanese entra in Zawtar Al Gharbiyeh dopo il ritiro israeliano in base a un piano pilota

Le truppe libanesi sono entrate nel villaggio meridionale di Zawtar Al Gharbiyeh martedì, segnando la prima città trasferita dal controllo militare israeliano al controllo militare libanese nell'ambito di uno schema di zona pilota mediato dagli Stati Uniti. La mossa è seguita al ritiro delle forze israeliane e ha coinvolto operazioni di sminamento come compito prioritario. L'area aveva subito danni significativi dai combattimenti tra Hezbollah e forze israeliane, nonché dalle demolizioni da parte delle truppe israeliane durante la loro occupazione. Le autorità libanesi hanno sottolineato che i residenti sfollati non dovrebbero tornare fino a quando la situazione di sicurezza non si stabilizzerà. La consegna è avvenuta tra gli sforzi diplomatici in corso, tra cui l'incontro previsto dal presidente Joseph Aoun con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Mentre il programma pilota è stato annunciato per iniziare in tre villaggi, alcuni erano già sotto il controllo libanese.

Lettura del bias (Centro): L'articolo presenta gli sviluppi di fatto riguardanti il trasferimento militare di Zawtar Al Gharbiyeh senza apertamente favorire alcuna parte politica, riporta le azioni delle forze libanesi e israeliane, menziona il coinvolgimento di attori internazionali come gli Stati Uniti e fornisce un contesto senza evidenti motivazioni politiche.

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Gli Stati Uniti affermano che il ritiro israeliano dalle "zone pilota" del Libano meridionale è iniziato

Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha annunciato che l'implementazione di zone pilota per il ritiro di Israele dal Libano meridionale, come delineato in un accordo di giugno, è iniziata in tre villaggi: Froun, Srifa e Zawtar Al Gharbiyeh. Secondo funzionari statunitensi, il processo è iniziato nell'ambito del Quadro trilaterale e del Gruppo di coordinamento militare per il Libano. Tuttavia, fonti locali e funzionari libanesi hanno notato che le truppe israeliane erano già assenti da Froun e Srifa, dove erano presenti forze libanesi, e erano solo di stanza alla periferia di Zawtar Al Gharbiyeh. L'esercito libanese ha dichiarato che continua le operazioni in Froun e Srifa e si sta preparando a prendere il controllo di Zawtar Al Gharbiyeh dopo il ritiro delle forze israeliane, sebbene questo sia previsto più tardi. L'annuncio coincide con la visita del presidente libanese Joseph Aoun a Washington per spingere l'applicazione dell'accordo da parte degli Stati Uniti.

Lettura del bias (Centro): L'articolo presenta informazioni da molteplici prospettive, comprese fonti statunitensi, libanesi e israeliane, senza apertamente favorire nessuna delle due parti.

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Il principe ereditario saudita offre "assistenza in tutti i settori" durante una chiamata ad Aoun, in Libano

Il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman ha chiamato il presidente libanese Joseph Aoun per offrire "assistenza in tutti i settori" durante la sua visita negli Stati Uniti, in concomitanza con le discussioni sulla sicurezza e la stabilità regionale del Libano. La chiamata è avvenuta prima dell'incontro di Aoun con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, con l'Arabia Saudita che ha espresso sostegno agli sforzi guidati dagli Stati Uniti per affrontare l'influenza di Hezbollah e facilitare il ritiro di Israele dal sud del Libano. Mentre l'Arabia Saudita è storicamente stata un partner economico chiave del Libano, i recenti legami sono stati tesi a causa delle preoccupazioni sull'influenza iraniana e di Hezbollah. Aoun sta cercando il sostegno degli Stati Uniti per lo sviluppo militare e delle infrastrutture del Libano, sebbene i dettagli dell'assistenza saudita rimangano poco chiari. Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha sottolineato i piani del Libano di disarmare Hezbollah piuttosto che affrontare direttamente le rivendicazioni di Israele sul Libano, mentre alcune zone pilota sono già state evacuate dalle forze israeliane.

Lettura del bias (Centro): L'articolo presenta un resoconto equilibrato delle interazioni diplomatiche tra l'Arabia Saudita e il Libano, evidenziando sia le intenzioni dichiarate del principe ereditario saudita Mohammed bin Salman sia lo scetticismo che circonda la natura e i tempi del suo contatto.

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