Un'importante pietra miliare è stata raggiunta di recente quando i membri della commissione per l'energia e il commercio della Camera degli Stati Uniti hanno raggiunto un accordo bipartisan su nuovi regolamenti volti a salvaguardare le esperienze online dei bambini sulle piattaforme di social media.
Mentre i dettagli della legislazione proposta rimangono non divulgati, sia il presidente Brett Guthrie che il principale democratico Frank Pallone hanno sottolineato che la misura mira a "rendere responsabili i Big Tech".
L'accordo tocca diversi aspetti controversi della regolamentazione dei social media. In particolare, esclude una disposizione sul "dovere di cura", che obbligherebbe le aziende tecnologiche a dare priorità alla sicurezza dei bambini nella progettazione della piattaforma. Anche se alcuni rappresentanti democratici e alcuni senatori repubblicani, come Marsha Blackburn del Tennessee, hanno fortemente sostenuto l'inclusione di tale clausola in qualsiasi legislazione relativa alla sicurezza online dei bambini, la sua assenza dalla proposta attuale indica un compromesso all'interno del comitato.
Secondo i termini dell'accordo, gli stati mantengono l'autorità di emanare leggi sui social media che offrono protezioni rafforzate al di là di quelle delineate nel quadro federale. Questo aspetto si allinea con le priorità democratiche, assicurando che i governi locali possano attuare misure su misura per le esigenze uniche delle loro comunità. Tuttavia, il percorso verso l'emanazione di queste proposte rimane pieno di sfide, in particolare data la necessità di approvazione dal Senato e la potenziale posizione del presidente Donald Trump, il cui ufficio deve ancora commentare la questione.
Il sostegno per l'accordo sembra estendersi oltre i soli membri della commissione. Lo speaker Mike Johnson, la principale figura repubblicana della Camera, approva il patto sulla base di approfondimenti da parte di stretti associati. Questo sostegno suggerisce un più ampio allineamento politico sulla questione, potenzialmente facilitando la strada per ulteriori azioni legislative.
Negli ultimi anni, la mancanza di una legislazione federale completa che regola l'uso dei social media da parte dei minori ha portato a una proliferazione di iniziative a livello statale. Secondo la National Conference of State Legislatures, almeno venti stati hanno attuato leggi l'anno scorso specificamente mirate all'impegno dei bambini con i social media.
Tra le piattaforme digitali più utilizzate dagli adolescenti di età compresa tra i tredici e i diciassette anni ci sono Snapchat, Instagram, YouTube e TikTok. Uno studio del Pew Research Center pubblicato a dicembre ha sottolineato la popolarità di questi servizi tra gli adolescenti. Nonostante l'uso diffuso di queste piattaforme, le principali società come Meta e Google sono rimaste in silenzio sulle implicazioni della nuova legislazione proposta. Nel frattempo, aziende come Snap e TikTok non hanno ancora risposto alle richieste riguardanti le loro posizioni in materia.
Le battaglie legali che coinvolgono questi giganti della tecnologia continuano a svilupparsi, con numerose cause legali che sostengono che i loro progetti contribuiscono negativamente al benessere dei giovani utenti. In precedenza, Meta aveva cercato l'immunità legale dalle richieste che collegavano i suoi prodotti ai danni subiti dai bambini. Mentre un portavoce di Meta ha indicato che le disposizioni proposte non annullerebbero i contenziosi esistenti, la potenziale introduzione di tali clausole potrebbe rimodellare il panorama della responsabilità aziendale in relazione al benessere dei giovani.
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