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Una vita intera al di fuori della previdenza sociale: "Ho 69 anni e sono costretta a continuare a lavorare"
Spain🏛️ PoliticaProgressista16 gg fa

Una vita intera al di fuori della previdenza sociale: "Ho 69 anni e sono costretta a continuare a lavorare"

La situazione di Elva Villacis, una donna di 69 anni originaria dell'Ecuador, ha dedicato più di tre decenni a lavorare come pulita e cuidadora in Spagna, senza mai aver ottenuto una pensione contributiva a causa della mancanza di contratti e di cotizzazione nella Sicurezza Sociale. Sebbene sia arrivata in Spagna con formazione universitaria, ha trascorso lunghi periodi senza contratto, il che le impedisce di andare in pensione. La sua situazione riflette un problema generalizzato tra le lavoratrici domestiche, soprattutto donne e migranti, che si trovano ad affrontare una 'precarità' che pregiudica l'accesso alla pensione. Secondo un rapporto di Oxfam Intermón, l'87% delle lavoratrici domestiche sono donne, il 69% ha una o due nazionalità straniere, e il 15,7% delle donne di età superiore ai 55 anni non sono ancora iscritte alla Sicurezza Sociale. La precarità lavorativa, combinata con la mancanza di diritti, lascia a queste donne prestazioni pensionistiche insufficienti al momento della pensione.

Una donna di 69 anni in Spagna, Elva Villacis, ha trascorso la sua vita lavorando al di fuori del sistema di sicurezza sociale del paese. È arrivata in Spagna durante l'era della peseta e ha pulito case e si è occupata di anziani per oltre tre decenni. Quattro anni fa ha raggiunto l'età pensionabile, ma continua a lavorare perché non ha il numero richiesto di anni di contribuzione per beneficiare di una pensione contributiva. Nonostante abbia una formazione universitaria dall'Ecuador, molte donne della sua generazione hanno affrontato lunghi periodi senza contratti e al di fuori della rete di sicurezza sociale.

Villacis ricorda come l'occupazione domestica si svolgeva spesso senza contratti o contributi, una realtà che ora le impedisce di andare in pensione. "Ora ho 69 anni e devo continuare a lavorare", ha detto a El Mundo. "Ho dato la mia vita, proprio come molti dei miei colleghi.

Un recente rapporto ha identificato un "triangolo di precarietà" caratterizzato da informalità, contratti temporanei e lavoro a tempo parziale, che ostacola i loro registri di contributi e spiega perché migliaia di donne si trovano ad affrontare la vecchiaia con pensioni insufficienti o senza alcun beneficio.

Le condizioni precarie si estendono oltre l'economia sotterranea. Il 7% rimane senza registrazione alla sicurezza sociale, il 24% ha contratti temporanei e il 62% lavora a tempo parziale, condizioni che rendono difficile accumulare record di contributi stabili e complicano l'accesso alle pensioni contributive. Nerea Boneta, uno degli autori del rapporto, afferma che la precarietà inizia ben prima del pensionamento.

Il 9 per cento dei lavoratori domestici di età superiore ai 55 anni si aspetta di ritardare il pensionamento oltre l'età legale perché non soddisfa i contributi richiesti per qualificarsi per una pensione contributiva o ha bisogno di continuare a guadagnare reddito per coprire le spese mensili. Rossana Cantero conosce bene questo percorso. È arrivata dal Paraguay 18 anni fa e ha trascorso i primi 12 lavorando senza contratto in attesa di regolarizzare il suo status amministrativo. Assicurare i documenti necessari ha alleviato alcune incertezze ma non ha cambiato significativamente le sue condizioni di lavoro.

Le loro storie evidenziano un problema sistemico che ha colpito generazioni di lavoratrici domestiche, lasciandole intrappolate in cicli di insicurezza economica e di esclusione sociale.

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El Mundo logoEl MundoIndipendente🔒ProgressistaFattualità 85Obiettività 8216 gg fa
Una vita intera al di fuori della previdenza sociale: "Ho 69 anni e sono costretta a continuare a lavorare"

La situazione di Elva Villacis, una donna di 69 anni originaria dell'Ecuador, ha dedicato più di tre decenni a lavorare come pulita e cuidadora in Spagna, senza mai aver ottenuto una pensione contributiva a causa della mancanza di contratti e di cotizzazione nella Sicurezza Sociale. Sebbene sia arrivata in Spagna con formazione universitaria, ha trascorso lunghi periodi senza contratto, il che le impedisce di andare in pensione. La sua situazione riflette un problema generalizzato tra le lavoratrici domestiche, soprattutto donne e migranti, che si trovano ad affrontare una 'precarità' che pregiudica l'accesso alla pensione. Secondo un rapporto di Oxfam Intermón, l'87% delle lavoratrici domestiche sono donne, il 69% ha una o due nazionalità straniere, e il 15,7% delle donne di età superiore ai 55 anni non sono ancora iscritte alla Sicurezza Sociale. La precarità lavorativa, combinata con la mancanza di diritti, lascia a queste donne prestazioni pensionistiche insufficienti al momento della pensione.

Lettura del bias (Progressista): L'articolo evidenzia le problematiche sistemiche che interessano le lavoratrici, in particolare le donne migranti, che si trovano ad affrontare ostacoli alla pensione a causa della mancanza di contratti formali e di contributi previdenziali.

Perché fattualità (85): The article presents a detailed account of Elva Villacis' situation, aligning with broader data from Oxfam Intermón regarding the challenges faced by domestic workers, particularly women and migrants. It cites specific statistics and reports, supporting the claim that many domestic workers face diff

Perché obiettività (82): The article maintains a neutral tone, presenting Elva's story as an example of a larger systemic issue rather than taking a direct political stance. However, there is some emotional language when quoting Elva's frustration, which slightly reduces objectivity.

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