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L'inchiesta dell'ONU in Siria chiede risposte sui detenuti scomparsi dopo una visita di ampio respiro
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L'inchiesta dell'ONU in Siria chiede risposte sui detenuti scomparsi dopo una visita di ampio respiro

La Commissione internazionale indipendente d'inchiesta sulla Siria ha condotto un'ampia visita dal 1 al 7 luglio, incontrando vittime, funzionari governativi e gruppi della società civile in diverse regioni, tra cui Homs, Quneitra e altre. La visita è stata contrassegnata dalla violenza, compresi i sospetti attentati a Damasco, che la commissione ha condannato. Hanno elogiato i progressi in una legge sulla giustizia transitoria, ma hanno sottolineato la necessità di garanzie di un processo equo e di allineamento con gli standard legali internazionali. La commissione ha espresso preoccupazione per lo status dei detenuti, osservando che le famiglie lottano per rintracciare i parenti detenuti, specialmente in aree come il campo Roj dove ci sono molti bambini.

A growing humanitarian crisis is unfolding in Sudan, with reports indicating that the situation in the besieged city of El Obeid mirrors the harrowing experiences seen in El Fasher, where the Rapid Support Forces (RSF) carried out severe atrocities. The United Nations High Commissioner for Human Rights, Volker Türk, has issued a dire warning that another catastrophe may be imminent unless immediate action is taken. The U.N. Human Rights Council convened an emergency session last week due to escalating tensions between the Sudanese army and the RSF, which is backed by the United Arab Emirates (UAE).

The U.N. fact-finding missions have documented numerous violations, including summary executions, abductions, torture, and sexual violence in the region of Kordofan. According to Save the Children, over 11,000 individuals, including more than 5,500 children, have been displaced from El Obeid within the past two weeks alone. These figures highlight the severity of the situation and the urgent need for intervention.

In the United Kingdom, Nathaniel Raymond of the Humanitarian Research Lab at the Yale School of Public Health testified to the U.K. Parliament regarding the potential for a genocidal massacre by the RSF in El Fasher. He emphasized the British government's unique position to prevent such a disaster but expressed frustration over its failure to act due to economic interests and diplomatic relations with the UAE, which is accused of supporting the RSF. Raymond's testimony underscores the complex interplay of politics and ethics in addressing international crises.

An investigative report by Lighthouse Reports, Evident, Sudan War Monitor, and Der Spiegel reveals the extent of the UAE's support for the RSF through a clandestine network of military training camps in Libya. Journalist Julia Steers, who produced the documentary "Inside the Secret Network Fueling Sudan’s War," highlights the significance of these camps. She notes that analysts have observed a surge in weapon smuggling at the Libya-Sudan border, reaching up to three times pre-war levels. Steers describes her experience visiting a location near the border where she encountered an RSF training camp, despite local authorities' attempts to keep these operations hidden.

The report indicates that equipment and personnel from these training camps have played crucial roles in significant RSF battles in Sudan. Collaborating with the Libyan National Army (LNA), the RSF has established training grounds and logistical hubs in the desert regions of Libya. Steers mentions that RSF soldiers frequently post updates from Libya on social media, suggesting that the operations are not entirely covert. This information raises questions about the transparency of military activities and the implications for regional stability.

The conflict between the Sudanese Armed Forces (SAF) and the RSF has resulted in substantial loss of life and displacement. As of now, the war has claimed at least 59,000 lives and displaced over 14 million people. The United Nations recognizes Sudan as experiencing the worst humanitarian crisis globally, with 33.7 million individuals needing assistance. Access to those in need is severely limited, exacerbating the already dire conditions. The UN Human Rights Council-appointed investigators have warned that the RSF is employing tactics similar to those used in El Fasher around El Obeid, where its forces have encircled the city, attacking vital infrastructure and restricting access to essential services.

El Obeid, the capital of North Kordofan state, is currently under SAF control but has endured "siege-like conditions" for 18 months, according to Volker Türk. The situation could worsen further as attacks on critical infrastructure, such as power stations, have led to blackouts, disrupted water supplies, and hindered hospital operations. In three weeks in June, the UN confirmed 15 drone strikes resulting in at least 45 civilian deaths in El Obeid and surrounding areas. In response, Türk has called for a series of measures to prevent further atrocities and avoid repeating the tragedies of El Fasher, including urgent Security Council action, a ceasefire to facilitate humanitarian aid, and collaboration with the International Criminal Court (ICC).

The lessons learned from El Fasher are crucial in understanding the current dynamics in El Obeid. When the RSF took control of El Fasher after an 18-month siege, they executed thousands of civilians through door-to-door searches, targeted specific identities, conducted aerial drone bombings, and engaged in indiscriminate shooting. Before capturing the city, the RSF systematically cut off access to food, water, medical supplies, and humanitarian assistance, according to the Fact-Finding Mission's February report. Despite repeated warnings from the UN about the risks of atrocities in El Fasher prior to its fall, these warnings went unheeded. Investigators are now raising alarms over El Obeid to urge swift action to prevent further casualties. Experts emphasize that the international community still has an opportunity to prevent further atrocity crimes and ensure that El Obeid does not become the next crime scene.

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"All'interno della rete segreta che alimenta la guerra del Sudan": la regista Julia Steers sul sostegno degli Emirati Arabi Uniti alle atrocità di RSF

L'articolo discute dell'escalation del conflitto in Sudan, concentrandosi sulla crisi umanitaria a El Obeid e sulla battaglia in corso tra l'esercito sudanese e le Forze di supporto rapido (RSF) sostenute dagli Emirati Arabi Uniti. L'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani avverte di potenziali atrocità di massa, citando casi documentati di esecuzioni sommarie, rapimenti, torture e violenze sessuali. Oltre 11.000 persone, tra cui quasi 5.500 bambini, sono state sfollate nelle ultime settimane. Un investigatore dei diritti umani con sede nel Regno Unito critica il governo britannico per non aver agito contro le azioni di RSF a El Fasher a causa di interessi economici e legami diplomatici con gli Emirati Arabi Uniti. Inoltre, un'indagine congiunta di Lighthouse Reports, Evident, Sudan War Monitor e Der Spiegel rivela il sostegno degli Emirati Arabi Uniti ai campi di addestramento militare segreti per RSF, gestiti insieme all'esercito nazionale libico.

Lettura del bias (Progressista): L'articolo inquadra il coinvolgimento degli Emirati Arabi Uniti nel sostegno alle RSF come una questione geopolitica con implicazioni per i diritti umani internazionali e il diritto umanitario.

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L'inchiesta dell'ONU in Siria chiede risposte sui detenuti scomparsi dopo una visita di ampio respiro

La Commissione internazionale indipendente d'inchiesta sulla Siria ha condotto un'ampia visita dal 1 al 7 luglio, incontrando vittime, funzionari governativi e gruppi della società civile in diverse regioni, tra cui Homs, Quneitra e altre. La visita è stata contrassegnata dalla violenza, compresi i sospetti attentati a Damasco, che la commissione ha condannato. Hanno elogiato i progressi in una legge sulla giustizia transitoria, ma hanno sottolineato la necessità di garanzie di un processo equo e di allineamento con gli standard legali internazionali. La commissione ha espresso preoccupazione per lo status dei detenuti, osservando che le famiglie lottano per rintracciare i parenti detenuti, specialmente in aree come il campo Roj dove ci sono molti bambini.

Lettura del bias (Centro): L'articolo presenta un resoconto equilibrato delle conclusioni della commissione, evidenziando sia gli sviluppi positivi che le preoccupazioni in corso senza favorire apertamente una particolare posizione politica.

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Sudan: "El Obeid non deve diventare la prossima scena del crimine", avvertono gli investigatori delle Nazioni Unite

Gli investigatori delle Nazioni Unite hanno avvertito che El Obeid in Sudan rischia di diventare un altro luogo di gravi violazioni dei diritti umani, riecheggiando le atrocità viste a El Fasher. Un rapporto di febbraio ha evidenziato "indicatori di un percorso genocida" e ha documentato abusi sistematici tra cui violenza sessuale, sparizioni forzate e uccisioni di massa. Il rapporto osserva che le Forze di supporto rapido (RSF) stanno impiegando tattiche simili a El Obeid, circondando la città, attaccando infrastrutture critiche e limitando l'accesso umanitario. Con oltre 59.000 morti e 14 milioni di sfollati da quando il conflitto è iniziato due anni fa, il Sudan affronta la peggiore crisi umanitaria a livello globale. Il Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite ha mandato un'indagine sulle presunte violazioni a El Obeid, sollecitando un'azione internazionale immediata per prevenire ulteriori sofferenze.

Lettura del bias (Progressista): L'articolo inquadra il conflitto attraverso la lente delle violazioni sistematiche dei diritti umani e chiede un intervento internazionale, sottolineando la gravità della situazione e la responsabilità degli attori globali.

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