La Banca centrale argentina (BCRA) ha fermamente respinto le critiche degli economisti che hanno suggerito che accettare un piccolo aumento dell'inflazione potrebbe contribuire a stimolare l'attività economica. Il vicepresidente Vladimir Werning ha difeso la riforma costituzionale proposta dal governo volta a ripristinare la missione principale della BCRA, sottolineando che anche un'inflazione moderata comporta gravi rischi per le famiglie.
Werning ha evidenziato le conseguenze a lungo termine di questa tendenza, stimando che la cosiddetta "tassa sull'inflazione" ha comportato una perdita netta di $ 390 miliardi per le famiglie argentine nello stesso periodo. Questa cifra riflette l'erosione dei risparmi privati, con le famiglie che perdono una parte sostanziale della loro ricchezza accumulata.
Tra questi si annoverano le Letters Intransferibles (116 miliardi di dollari), gli Advances Temporari (142 miliardi di dollari), la distribuzione dei profitti contabili (113 miliardi di dollari), altri meccanismi di assistenza (43 miliardi di dollari) e il costo della sterilizzazione dei pesos (138 miliardi di dollari).
Mentre alcuni, come Emmanuel Álvarez Agis, hanno avvertito di non fare affidamento esclusivamente sul deprezzamento della valuta, altri, tra cui Miguel Ángel Broda, hanno suggerito che un dollaro più forte potrebbe alleviare la pressione sui settori produttivi. Ricardo Arriazu, un altro eminente economista allineato con Milei, si è fortemente opposto all'idea di svalutazione, paragonandola a chiedere a qualcuno di cambiare la lunghezza di un metro per misurare di più.
Secondo i dati dell'Istituto Argentina Grande (IAG), oltre un milione di persone hanno perso l'accesso all'assicurazione sanitaria privata da quando Milei è entrato in carica. Ciò segue la deregolamentazione del mercato dell'assistenza sanitaria prepagata ai sensi del Decreto 70/2023, che ha permesso ai prezzi di salire molto più velocemente dell'inflazione. Tra dicembre 2023 e giugno 2026, il costo delle prepaghe è aumentato del 460%, mentre l'indice di inflazione nazionale è aumentato del 320%.
I settori come il commercio, i lavoratori rurali, i dipendenti pubblici e le costruzioni hanno visto i maggiori declini nell'iscrizione. Nel frattempo, il fondo comune per lavoratori autonomi, noto come monotributistas, ha visto un drammatico aumento del 154% degli iscritti, che riflette il crescente occupazione informale e la dipendenza dai servizi pubblici. Questi sviluppi sottolineano le sfide più ampie che l'economia argentina deve affrontare. Con l'inflazione che rimane alta e la crescita lenta, il governo affronta una crescente pressione per mantenere la disciplina fiscale.
Nonostante un miglioramento temporaneo nel luglio 2026, in gran parte dovuto al rinvio dei documenti fiscali, la situazione fiscale generale rimane precaria. 9%, lasciando meno spazio per ulteriori misure di austerità. Mentre il paese affronta queste pressioni economiche, il dibattito sulla politica monetaria continua. Alcuni economisti sostengono che un peso più forte potrebbe fornire stabilità, mentre altri avvertono che un'eccessiva cautela potrebbe soffocare la crescita. Il governo, nel frattempo, rimane impegnato nella sua agenda di riforme, con l'obiettivo di ripristinare l'indipendenza del BCRA e frenare l'inflazione.
Per ora, l'attenzione rimane sul mantenimento della disciplina fiscale e sulla ricostruzione della fiducia nel quadro economico nazionale.
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