Un nuovo studio condotto da ricercatori della Florida International University (FIU) negli Stati Uniti ha esposto i volontari a tre delle specie di zanzare più pericolose del mondo, Aedes aegypti, Aedes albopictus (noto anche come zanzara tigre asiatica) e Culex quinquefasciatus (la zanzara domestica), e ha scoperto che nessuna delle partecipanti era attraente per tutte e tre le specie.
I risultati, pubblicati sulla rivista iScience, suggeriscono che la comprensione di queste differenze potrebbe portare allo sviluppo di repellenti più efficaci e specifici per ogni specie. Poiché ogni specie di zanzara interpreta il profumo umano in modo diverso, identificare i componenti dell'odore che li attraggono o respingono potrebbe aiutare a creare strategie mirate contro le malattie trasmesse da questi insetti. Matthew DeGennaro, neurogenetico che guida il team di ricerca presso l'IFU's Institute for Molecular Sciences, ha osservato che l'isolamento dei componenti dell'odore umano che influenzano il comportamento delle zanzare potrebbe aprire la strada a nuovi approcci per combattere le malattie trasmesse dai vettori.
Le tre specie di zanzara studiate sono state scelte perché sono responsabili della diffusione di una serie di gravi malattie, tra cui febbre gialla, dengue, Zika e virus del Nilo occidentale. Lo studio, condotto dalla dottoranda Kaylee Marrero, segna la prima volta che i ricercatori hanno confrontato direttamente come più specie di zanzara reagiscono agli stessi individui.
Aedes aegypti, che si nutre durante il giorno, ha mostrato una preferenza per gli individui che non usavano profumi aggiunti e la cui pelle mancava di alcuni composti volatili. Queste zanzare hanno anche mostrato una leggera tendenza verso gli uomini rispetto alle donne. Al contrario, Aedes albopictus, la zanzara tigre asiatica, è stata attratta da livelli più elevati di chetoni e composti volatili derivati dalle piante naturalmente secreti dalla pelle umana. Come Aedes aegypti, questa specie si nutre anche durante le ore di luce del giorno. Culex quinquefasciatus, la zanzara domestica, che si nutre tipicamente al crepuscolo, si è concentrata invece sul microbioma della pelle, l'ecosistema di batteri, funghi e altri microbi che vivono naturalmente sulla pelle umana.
Alcune famiglie batteriche agivano come segnali che incoraggiavano l'alimentazione, mentre altre scoraggiavano le zanzare. Questa scoperta mette in evidenza la complessità delle interazioni uomo-zanzara e suggerisce che il microbioma svolge un ruolo cruciale nel determinare quali individui hanno maggiori probabilità di essere morsi. Il corpo umano emette una complessa miscela di oltre 1.000 composti organici volatili, molti dei quali rimangono non identificati. Invece di concordare su quali individui erano più attraenti, ogni specie di zanzara preferiva un sottoinsieme diverso di partecipanti, indicando che questi insetti hanno sviluppato vari metodi per rilevare gli esseri umani.
Per scoprire questi schemi, i ricercatori hanno raccolto campioni di microbiota odore e pelle per determinare quali composti e batteri erano presenti e a quali concentrazioni. DeGennaro ha spiegato che i dati si allineano perfettamente con le variazioni nei batteri e negli odori della pelle. Ha concluso che i microbiomi della pelle umana definiscono i nostri profili olfattivi e ogni specie di zanzara ha trovato il proprio modo di interpretare questi profili. La ricerca mira a contribuire allo sviluppo di nuovi repellenti su misura per specifiche specie di zanzare, offrendo una potenziale svolta nella lotta contro le malattie trasmesse da vettori.
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