Gli incendi più grandi della storia della Spagna, che coprono regioni tra cui Ávila, Madrid e Castellón, sono entrati in una fase critica mentre le autorità si preparano a un'ondata di calore imminente. Gli incendi, iniziati all'inizio di questo mese, hanno già consumato oltre 77.000 ettari, con il fuoco vicino a Burgohondo solo ad Ávila che ha raggiunto quasi 50.000 ettari, un record da quando sono iniziati i registri. Ciò ha costretto l'evacuazione di decine di migliaia di residenti e ha spinto il governo a dichiarare un'emergenza nazionale. A partire da martedì, gli sforzi per contenere le fiamme mostrano alcuni progressi, ma i funzionari avvertono che la situazione rimane precaria a causa del peggioramento delle condizioni meteorologiche.
L'incendio di Ávila è iniziato mercoledì 22 luglio, causato dai pesanti macchinari agricoli usati illegalmente durante la stagione. Giovedì 23 luglio, un altro incendio è scoppiato a San Martín de Valdeiglesias, Madrid, dopo che un veicolo ha preso fuoco lungo l'autostrada M-501.
L'incendio ha distrutto l'intero campeggio La Ardilla Roja, riducendone le strutture in cenere. Nel frattempo, a Castellón, un nuovo incendio è scoppiato nella regione Vall d'Uixó, bruciando circa 8.500 ettari e costringendo l'evacuazione di circa 10.000 persone. Anche se alcuni residenti sono stati autorizzati a tornare a casa lunedì sera, i funzionari locali hanno avvertito che l'incendio è rimasto molto attivo, ulteriormente complicato dall'aumento delle temperature e dall'aumento della velocità del vento. Nonostante queste sfide, ci sono stati segni di miglioramento. Le operazioni notturne si sono concentrate sul contenimento della diffusione dell'incendio a Madrid e Ávila, impedendo con successo di entrare nella città di Valdemaqueda.
Il ministro dell'Ambiente, Fernando Grande Marlaska, ha descritto la situazione come "ragionevolmente positiva", anche se ha avvertito che i prossimi giorni sarebbero particolarmente difficili a causa dell'ondata di caldo prevista a partire da mercoledì. Il governo ha schierato ampie risorse, tra cui 44 unità aeree e terrestri, per gestire la crisi. In risposta alla situazione crescente, il governo spagnolo prevede di espandere la dichiarazione di "aree gravemente colpite" per includere 14 province colpite dai recenti incendi boschivi. Questa mossa mira a facilitare l'accesso ai programmi di aiuto per individui, imprese e amministrazioni locali colpiti dai disastri.
Finora quest'anno, più di 170.000 ettari sono bruciati, superando la media degli ultimi dieci anni e rendendo il 2026 uno degli anni peggiori per gli incendi in Spagna.
Nel frattempo, l'esercito ha assunto la responsabilità del coordinamento delle operazioni antincendio attraverso posti di comando avanzati stabiliti in luoghi chiave come Navalcarnero, vicino a Madrid. Questi centri servono da hub per il monitoraggio della progressione dell'incendio e l'attuazione di strategie per sopprimere efficacemente le fiamme. Secondo i funzionari militari, combattere gli incendi su larga scala richiede un approccio integrato che coinvolga acqua, personale e pianificazione strategica piuttosto che affidarsi esclusivamente ai metodi tradizionali.
Mentre sono stati fatti alcuni progressi nella stabilizzazione del perimetro degli incendi, la combinazione di alte temperature, bassa umidità e forti venti pone rischi significativi. Le autorità continuano a monitorare da vicino gli sviluppi, preparandosi a potenziali riacutizzazioni che potrebbero minare gli attuali sforzi di contenimento. Con milioni di ettari già persi e innumerevoli vite interrotte, l'attenzione si sposta ora verso la gestione delle conseguenze e l'assicurazione della resilienza a lungo termine contro le minacce future.
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