L'Ungheria espelle 10 diplomatici russi a causa del peggioramento delle relazioni
L'Ungheria ha espulso dieci diplomatici russi per presunto coinvolgimento in attività "inaccettabili", secondo il ministro degli Esteri Anita Orbán, che ha dichiarato che la mossa mira a proteggere la sicurezza nazionale e la sovranità. Ciò segue un cambiamento nella politica estera ungherese dopo le recenti elezioni, che ha visto il nuovo governo allontanarsi dalla precedente posizione filo-russa del partito Fidesz di Viktor Orbán. La nuova amministrazione ha condannato le azioni della Russia in Ucraina ed ha espresso preoccupazioni per la sicurezza della minoranza ungherese in Transcarpathia. L'ambasciatore russo ha criticato la decisione ungherese come una "escalation senza precedenti e senza fondamento", mentre i rapporti suggeriscono che alcuni membri dello staff dell'ambasciata russa a Budapest potrebbero essere legati ai servizi di intelligence. La situazione riflette tensioni più ampie tra Russia e Ungheria in mezzo ai conflitti in corso in Europa orientale.
L'Ungheria ha espulso 10 diplomatici russi, accusandoli di impegnarsi in attività ritenute inaccettabili ai sensi della Convenzione di Vienna che disciplina le relazioni diplomatiche. Il ministro degli Esteri Anita Orbán ha confermato la mossa in un post sui social media, affermando che era finalizzata a proteggere la sicurezza e la sovranità dell'Ungheria. Non ha fornito dettagli specifici sulla presunta cattiva condotta, ma ha sottolineato che la decisione non rappresenta una rottura delle relazioni diplomatiche con la Russia. Il nuovo governo dell'Ungheria, guidato dal primo ministro Péter Magyar, ha segnalato un allontanamento dalla posizione filo-russa dell'amministrazione precedente.
L'espulsione segue un cambiamento più ampio nella politica estera dell'Ungheria dalla vittoria elettorale dei magiari in aprile. Il suo governo ha esplicitamente condannato le azioni della Russia in Ucraina, descrivendole come una minaccia per l'Ungheria, l'Europa e l'ordine globale. All'inizio di quest'anno, Orbán ha convocato l'ambasciatore russo per protestare contro un attacco con drone alla Transcarpazia, una regione dell'Ucraina occidentale con una significativa popolazione ungherese. Questo ha contrasto con il governo precedente, che non aveva preso misure simili nonostante l'invasione russa su vasta scala dell'Ucraina nel 2022.
Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri russo, ha descritto la mossa come un attacco alla "lobby russofoba" a Budapest. La decisione arriva in un contesto di crescente controllo della presenza russa in Ungheria. A maggio, un'organizzazione investigativa russa indipendente ha riferito che quasi un terzo dello staff dell'ambasciata russa a Budapest era collegato alle agenzie di intelligence russe. L'ex capo del controspionaggio ungherese András Telkes ha osservato che mentre tali sospetti esistevano prima delle elezioni di aprile, il governo precedente aveva bloccato gli sforzi per agire su di essi. L'ambasciata russa ha negato le accuse secondo cui il suo personale aveva tentato di influenzare il processo elettorale ungherese.
L'allontanamento dell'Ungheria dalla Russia è stato guidato da molteplici fattori, tra cui il rifiuto della sua nuova leadership dell'allineamento del governo precedente con Mosca. Sotto Viktor Orbán, l'Ungheria ha mantenuto stretti legami con la Russia, in parte a causa della dipendenza dalle forniture energetiche russe e dell'opposizione alle sanzioni occidentali. Tuttavia, il nuovo governo si è allontanato da queste politiche, allineandosi più strettamente con le posizioni europee sull'Ucraina.
Il ministero degli Esteri ungherese ha dichiarato che intende continuare l'impegno diplomatico con la Russia, sottolineando la necessità di un dialogo basato sul rispetto reciproco e l'adesione alle norme internazionali. Tuttavia, l'espulsione sottolinea il divario sempre più profondo tra Budapest e Mosca, con implicazioni per la stabilità regionale e le relazioni bilaterali.
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L'Ungheria ha espulso dieci diplomatici russi per presunto coinvolgimento in attività "inaccettabili", secondo il ministro degli Esteri Anita Orbán, che ha dichiarato che la mossa mira a proteggere la sicurezza nazionale e la sovranità. Ciò segue un cambiamento nella politica estera ungherese dopo le recenti elezioni, che ha visto il nuovo governo allontanarsi dalla precedente posizione filo-russa del partito Fidesz di Viktor Orbán. La nuova amministrazione ha condannato le azioni della Russia in Ucraina ed ha espresso preoccupazioni per la sicurezza della minoranza ungherese in Transcarpathia. L'ambasciatore russo ha criticato la decisione ungherese come una "escalation senza precedenti e senza fondamento", mentre i rapporti suggeriscono che alcuni membri dello staff dell'ambasciata russa a Budapest potrebbero essere legati ai servizi di intelligence. La situazione riflette tensioni più ampie tra Russia e Ungheria in mezzo ai conflitti in corso in Europa orientale.
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L'Ungheria ha espulso 10 diplomatici russi accusati di aver violato la Convenzione di Vienna, secondo una dichiarazione del ministro degli Esteri Anita Orbán. La mossa è descritta come la protezione della sicurezza e della sovranità dell'Ungheria mantenendo relazioni diplomatiche con la Russia. In risposta, la Russia ha minacciato una "dura e dolorosa" ritorsione, con la portavoce Maria Zakharova che ha condannato l'azione come parte di una "lobby russofobica". Nel frattempo, il Cremlino rimane fiducioso che la vittoria nella sua guerra contro l'Ucraina è "molto vicina", secondo il portavoce Dmitry Peskov. Altri sviluppi includono il Regno Unito che ha promesso 100 milioni di sterline per sostenere la difesa dell'Ucraina, l'Islanda che ha convocato l'ambasciatore degli Stati Uniti su una mappa generata dall'intelligenza artificiale pubblicata dall'ex presidente Donald Trump e rapporti di attacchi russi che hanno causato feriti a Kiev.
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