L'economia del Regno Unito sembra pronta a fornire un significativo impulso economico al primo ministro Keir Starmer, il nuovo cancelliere Andy Burnham, in vista della sua prima importante dichiarazione fiscale. Secondo recenti analisi economiche, il ritorno al mercato unico dell'UE potrebbe generare un potenziale aumento di 92 miliardi di sterline del prodotto interno lordo (PIL). Questa proiezione, derivata da una ricerca condotta da Frontier Economics e commissionata dal gruppo di difesa Best for Britain, suggerisce che il ripristino della piena adesione all'UE potrebbe recuperare fino al 90% dei danni economici causati dalla Brexit.
Andy Burnham, che rappresenta la circoscrizione elettorale di Manchester Central del Partito laburista, ha da tempo espresso interesse a rientrare nell'UE. Il suo circoscrizione elettorale di Makerfield, che ha votato a favore di lasciare l'Unione europea durante il referendum del 2016, è diventato un punto focale per le discussioni sul futuro delle relazioni tra Regno Unito e UE. L'allineamento di Burnham con le politiche pro-UE lo ha posizionato come una figura chiave all'interno del partito laburista, in particolare mentre il partito cerca di ricostruire il suo capitale politico dopo le elezioni generali del 2024. Nick Boles, ex ministro del Lavoro conservatore diventato consigliere, ha pubblicamente appoggiato l'idea di rientrare nel mercato unico dell'UE.
Boles sostiene che la formazione di una "Confederazione europea" potrebbe offrire molti dei vantaggi di una più profonda integrazione europea, come l'accesso al mercato unico e una maggiore mobilità dei giovani, senza richiedere al Regno Unito di adottare l'euro o abbracciare pienamente la libera circolazione.
Un sondaggio del giugno 2025 di YouGov ha rivelato che il 59% degli elettori è favorevole a una relazione più forte tra Regno Unito e Europa, con il 20% contrario. Quando è stato chiesto specificamente di rientrare nel mercato unico, la metà degli intervistati ha sostenuto l'idea, rispetto al 26% che non l'ha fatto. Tom Brufatto, direttore esecutivo di politica e ricerca di Best for Britain, ha sottolineato che i guadagni economici derivanti dal rientro nell'UE potrebbero essere sostanziali, specialmente per una nazione del G7 con una presenza militare globale. Nonostante queste proiezioni ottimistiche, non tutti gli economisti condividono la stessa visione. Thomas Pugh, capo economista di RSM, una società di contabilità globale, ha avvertito che il rientro nell'UE potrebbe non produrre i benefici economici previsti.
Pugh ha osservato che il declino economico del Regno Unito deriva da fattori come la riduzione dell'immigrazione, la diminuzione degli investimenti esteri diretti e la diminuzione delle opportunità commerciali.
Inoltre, mentre i benefici commerciali potrebbero essere realizzati, sarebbero limitati dalla dimensione relativamente piccola del settore manifatturiero del Regno Unito. Pugh ha suggerito che il ritorno al mercato unico potrebbe servire più come un gesto simbolico che una strategia economica trasformativa. Deutsche Bank ha anche pesato, affermando che il ritorno al mercato unico ridurrebbe principalmente le inefficienze economiche introdotte dalla Brexit. Con il 41% delle esportazioni del Regno Unito destinate alle nazioni dell'UE nel 2025, la rimozione delle barriere normative potrebbe semplificare il commercio e migliorare le prestazioni economiche.
La banca ha tuttavia riconosciuto che l'impatto economico più ampio dipenderà da quanto efficacemente il Regno Unito sarà in grado di affrontare le complessità della reintegrazione.
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