Il capo dell'esercito ugandese, Muhoozi Kainerugaba, ha fatto un passo drammatico chiudendo diversi media indipendenti, affermando di non credere nella libertà di stampa. Questa dichiarazione ha portato alla chiusura immediata delle proprietà del Nation Media Group (NMG), tra cui il Daily Monitor, NTV Uganda e altre stazioni radio e televisive affiliate. Le chiusure sono avvenute poche ore dopo che il personale militare ha circondato il quartier generale del NMG a Kampala, impedendo al personale di accedere ai locali e interrompendo le operazioni.
Secondo i rapporti, l'esercito ha fatto irruzione negli uffici del NMG intorno all'una del mattino, ora locale, causando interruzioni dell'elettricità e interruzioni operative. Un giornalista senior di NTV ha descritto la scena come un "assedio militare", con soldati armati di stanza fuori dall'edificio. Il Daily Monitor ha confermato che le sue operazioni sono state interrotte, con i dipendenti ordinati di lasciare i locali. La chiusura è seguita alle accuse di Kainerugaba che il NMG si era impegnato in una "vita di insulti" contro di lui, affermazioni che ha attribuito a suo padre, il presidente Museveni, che ha governato l'Uganda per quasi quattro decenni.
Questo incidente segna una significativa escalation nella repressione del giornalismo indipendente in Uganda. Il Daily Monitor, fondato nel 1992, è stato a lungo un critico vocale dell'elite al potere e ha affrontato precedenti interventi del governo. Nel 2013, il giornale è stato temporaneamente chiuso per 13 giorni dopo aver pubblicato storie sui piani di successione all'interno del regime di Museveni. Ora, con le attuali chiusure, il governo sembra prendere di mira i media che sfidano la sua autorità.
Le azioni hanno suscitato la condanna da parte di organizzazioni internazionali per i diritti umani. Il Programma Africa del Comitato per la protezione dei giornalisti ha definito l'uso delle forze di sicurezza statali per minacciare i media indipendenti una "escalation profondamente preoccupante".
Il clima politico in Uganda è diventato sempre più teso, con Kainerugaba che si posiziona come potenziale successore di suo padre. Museveni, che ha compiuto 81 anni nel 2023, si è assicurato un altro mandato nel gennaio 2023, ma molti analisti ritengono che Kainerugaba si stia attivamente preparando ad assumere il potere. La sua retorica aggressiva e le azioni contro i critici suggeriscono una strategia volta a consolidare l'influenza. Il coinvolgimento dei militari in queste azioni sottolinea la crescente centralizzazione del potere sotto la famiglia Museveni, sollevando preoccupazioni sull'erosione delle norme e delle libertà democratiche.
Mentre alcuni funzionari, come il portavoce del governo Alan Kasujja, hanno tentato di mediare intervenendo nel caso del direttore generale del NMG, la tendenza generale suggerisce una presa più stretta sui media e sul discorso politico.
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The PunchIndipendenteDestra5 gg fa Non credo nella libertà di stampa, dice il figlio del presidente ugandese, chiude i mediaIl capo delle forze di difesa ugandesi, Muhoozi Kainerugaba, figlio del presidente Yoweri Museveni, ha ordinato la chiusura dei media indipendenti, tra cui NTV e il Daily Monitor, affermando di non credere in una stampa libera. L'azione guidata dai militari si è verificata durante la notte, con soldati armati che hanno circondato gli uffici dei media a Kampala, impedendo al personale di entrare o uscire. Kainerugaba ha accusato il Media Nation Group di una "vita di insulti" e ha affermato che la chiusura è stata approvata da suo padre, che ha guidato l'Uganda per 40 anni.
Lettura del bias (Destra): L'articolo inquadra le azioni di Muhoozi Kainerugaba come giustificate nel contesto della sicurezza nazionale e dei principi rivoluzionari, usando un linguaggio forte come "NO CREDO in una stampa libera" e "guidata da quadri della rivoluzione".
Premium Times NigeriaIndipendenteCentro5 gg fa Il capo dell'esercito ugandese ordina la chiusura dei principali mediaIl capo militare ugandese, Muhoozi Kainerugaba, figlio del presidente Yoweri Museveni, ha ordinato la chiusura di due importanti media, il Daily Monitor e NTV Uganda, affermando di non sostenere una stampa libera. Le chiusure sono seguite al dispiegamento di personale militare negli uffici del Nation Media Group, che possiede entrambi i media, interrompendo le operazioni e impedendo al personale di entrare o uscire.
Lettura del bias (Centro): L'articolo presenta l'evento in modo fattuale, citando molteplici fonti tra cui Reuters e citazioni dirette di Kainerugaba.
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