L'Ucraina ha lanciato attacchi di precisione contro le navi cisterna russe e le rotte di approvvigionamento in Crimea nell'ambito dell'operazione "Molochka", iniziata il 6 luglio. Questi attacchi hanno interrotto le forniture di carburante ed elettricità in tutta la penisola occupata dalla Russia, portando allo stato di emergenza dichiarato dal governatore della Crimea Sergey Aksyonov. L'operazione ha preso di mira le operazioni di navigazione russe segrete tra il canale Volga-Don, il Mar d'Azov e il Mar Nero, danneggiando 147 navi, di cui 117 nel Mar d'Azov. L'Ucraina ha anche attaccato infrastrutture energetiche critiche, tra cui la centrale termica di Saksky e molteplici sottostazioni, costringendo le autorità a distribuire generatori e bombole di carburante ai residenti. Le interruzioni hanno avuto un impatto sulla vita quotidiana e sul commercio in Crimea, provocando misure di sollievo economico come esenzioni fiscali e rinvii di credito.
Lettura del bias (Progressista): L'articolo descrive le azioni militari dell'Ucraina come uno sforzo giustificato per interrompere la macchina da guerra e le esportazioni di energia della Russia, utilizzando termini come "neutralizzare", "ahogar" (annegare) e "mermar" (indebolire) per descrivere la strategia dell'Ucraina.





