La Corte d'Appello di Milano ha confermato la condanna a 27 anni di reclusione di Daniele Rezza, 21enne che ha accoltellato e ucciso Manuel Mastrapasqua durante un tentativo di rapina per un paio di auricolari wireless del valore di 14 euro. Il verdetto è stato emesso il 20 settembre 2025, a seguito di un processo di secondo grado che era stato riaperto dopo che la difesa aveva richiesto una valutazione psichiatrica. La corte ha stabilito che le azioni di Rezza costituiscono omicidio volontario aggravato e rapina aggravata, con fattori attenuanti generali ritenuti equivalenti. I giudici hanno respinto l'argomento che il crimine fosse motivato da ragioni banali, che avrebbero giustificato una pena più severa.
La sentenza è stata confermata come richiesto dal procuratore Olimpia Bossi, e un risarcimento è stato ordinato contro Rezza a favore della madre della vittima e di due fratelli, rappresentati dall'avvocato Roberta Minotti. Rezza ha attaccato Mastrapasqua l'11 ottobre 2024, mentre la vittima stava tornando a casa da un turno in un supermercato in Via Farini a Milano. Dopo essere sbarcato da un tram a Rozzano, Rezza si è avvicinato a Mastrapasqua e lo ha accoltellato vicino al cuore con un coltello. Secondo le dichiarazioni fatte da Rezza dopo il suo arresto il 13 ottobre 2024, aveva intenzione di rubare denaro, un telefono e qualsiasi altra cosa che potesse vendere.
Durante il processo, la corte ha considerato le prove di un rapporto psichiatrico condotto dal dottor Mara Bertini, che ha concluso che Rezza possedeva piena capacità mentale al momento dell'infrazione.
Nella sua sentenza iniziale, il tribunale di primo grado aveva tenuto conto della giovane età di Rezza, descrivendo il suo atto come impulsivo e sproporzionato rispetto al valore dell'oggetto che cercava di rubare. Tuttavia, il tribunale ha respinto le argomentazioni secondo cui le difficoltà socioeconomiche dovrebbero essere considerate un fattore aggravante, affermando che tale ragionamento pregiudicherebbe ingiustamente i residenti di Rozzano e di altre aree simili. La difesa, guidata dall'avvocato Tiziana Baccaci, ha espresso soddisfazione per il rifiuto dell'aggravarsi dei motivi banali, ma ha sostenuto una pena ridotta, citando la presunta vulnerabilità e le sfide psicologiche di Rezza.
Michael, uno dei fratelli della vittima, ha risposto al verdetto con ferma disapprovazione, affermando che le scuse di Rezza, offerte quasi un anno dopo l'omicidio, non avevano alcun peso. Ha sottolineato che la famiglia non supporta la giustizia restaurativa e si accontenta che la sentenza rimanga invariata. Il suo rappresentante legale, Roberta Minotti, ha criticato la natura delle scuse di Rezza, definendole procedurali piuttosto che sincere.
Nel frattempo, la difesa ha continuato a sostenere che le circostanze personali di Rezza giustificavano la clemenza, nonostante il rifiuto della corte di riconoscerlo come un valido fattore attenuante. Il caso ha scatenato discussioni più ampie sul ruolo della salute mentale nella condanna penale e sulle implicazioni etiche dell'uso del guadagno finanziario come motivo di violenza.
Per ora, la decisione del tribunale sottolinea la gravità del reato e l'approccio del sistema giudiziario alla responsabilità nei casi di furto violento che porta alla morte.
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la RepubblicaIndipendente🔒CentroFattualità 95Obiettività 8516 gg fa Inseguì i rapinatori e li freddò in strada: ecco perché quella di Roggero non fu legittima difesaLa Corte Suprema Italiana (Cassazione) ha confermato la sentenza della corte d'appello riguardante il caso di Roger, un gioielliere di Grinzane Cavour che ha ucciso due rapinatori durante una rapina. La corte ha stabilito che Roger non era in pericolo immediato al momento della sparatoria e non stava difendendo se stesso o la sua famiglia. Roger aveva una storia di disturbo da stress post-traumatico derivante da un precedente incidente di rapina e aveva precedentemente aggredito la famiglia del fidanzato di sua figlia. La decisione della corte chiarisce che le azioni di Roger non costituivano legittima autodifesa secondo la legge italiana.
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Il GiornaleVicino a un partitoCentroFattualità 90Obiettività 8012 gg fa Uccise Manuel Mastrapasqua per un paio di cuffiette, in appello confermata la condanna a 27 anniUn uomo di 21 anni, Daniele Rezza, è stato condannato per omicidio volontario aggravato da una difesa ridotta e rapina, con la condanna di 27 anni confermata dalla Corte d'Appello di Milano. La condanna segue l'attacco al 31enne Manuel Mastrapasqua l'11 ottobre 2024, durante il quale Rezza lo avrebbe accoltellato dopo aver tentato di rapinarlo. Rezza ha affermato di non avere intenzione di uccidere ma voleva rubare, mentre la madre della vittima ha contestato questo resoconto. La corte ha respinto il fattore aggravante dei motivi banali ma ha riconosciuto la capacità di Rezza di comprendere e volere le azioni al momento del crimine. Una valutazione psichiatrica ha rilevato problemi di regolazione emotiva e aggressività reattiva in Rezza, anche se questi sono stati ritenuti insufficienti per essere qualificati come malattia mentale secondo gli standard forensi.
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ANSAIndipendenteCentroFattualità 90Obiettività 8012 gg fa Ucciso per le cuffiette, confermata la condanna a 27 anni per Daniele RezzaDaniele Rezza, un uomo di 21 anni, è stato confermato dalla Corte d'Appello di Milano per ricevere una condanna a 27 anni di carcere per aver accoltellato e ucciso Manuel Mastrapasqua, un uomo di 31 anni, durante una rapina a Rozzano, vicino a Milano, l'11 ottobre 2024. La vittima era appena scesa da un tram ed è stata attaccata da Rezza, che voleva rubare le sue cuffie wireless del valore di 14 euro. La corte ha confermato le accuse di omicidio volontario aggravato e rapina aggravata, ma ha respinto il fattore aggravante di "motivi banali". La condanna rimane a 27 anni, come richiesto dal procuratore assistente, e include un risarcimento per la famiglia della vittima sua madre e due fratelli che erano rappresentati dall'avvocato Minerta Minotti. La corte ha anche riservato il giudizio sull'accettazione di Rezza chiat di ricoveri psichiatrici, che erano stati precedentemente negati. Durante l'incidente, Rezza aveva intenzione di prendere tutto dalla vittima , ma dopo l'attacco, il padre di Rezza ha dichiarato di poterlo prendere in custodia, e successivamente ha richiesto una valutazione psichiatrica, dove il padre di Pavia ha dichiarato di poter viaggiare a tempo pieno.
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Il Fatto QuotidianoIndipendenteCentroFattualità 88Obiettività 7514 gg fa Caso Roggero, i risarcimenti ai familiari dei rapinatori e il rischio pignoramenti: perché la nuova norma “salva difesa” non lo riguardaMario Roggero, un gioielliere accusato di aver ucciso due rapinatori durante una rapina, è stato condannato definitivamente per omicidio. Tuttavia, la sua vicenda giudiziaria non è conclusa, poiché resta da definire i risarcimenti alle famiglie delle vittime. Roggero ha già pagato 300mila euro in sede di udienza preliminare, ma i legali delle famiglie sostengono che sono necessari ulteriori pagamenti. La Corte d'Appello ha chiarito che il risarcimento non si basa sulla capacità lavorativa persa, ma sul danno non patrimoniale subito dai familiari, come la perdita del rapporto parentale. L'avvocato Giuseppe Roberto Caruso ha espresso preoccupazione per il fatto che Roggero non abbia ancora versato alcuna somma definitiva.
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Il GiornaleVicino a un partitoCentroFattualità 85Obiettività 7511 gg fa Il gommista che ammazzò dopo 38 furti: archiviazioneNel 2018, Fredy Pacini, un meccanico di pneumatici di 58 anni di Monte San Savino, Arezzo, ha affrontato 38 effrazioni in diversi mesi. Una notte, due ladri sono entrati nel suo laboratorio rompendo una finestra con un piccone. Pacini ha sparato cinque colpi con una pistola Glock in auto-difesa, provocando la morte di uno degli intrusi, Tonjoc Mircea. L'accusa ha inizialmente richiesto che il caso fosse archiviato sotto la difesa della necessità, ma ha sostenuto che Pacini ha agito imprudentemente e ha superato i limiti della legittima difesa.
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OpenIndipendenteCentroFattualità 85Obiettività 7512 gg fa Manuel Mastrapasqua accoltellato a morte per due cuffiette, confermata la condanna a 27 anni per Daniele RezzaLa Corte d'Appello di Milano ha confermato la condanna di Daniele Rezza, 21 anni, per l'omicidio di Manuel Mastrapasqua nell'ottobre 2024 durante una rapina. Rezza ha accoltellato Mastrapasqua, che stava tornando a casa dopo il lavoro, vicino al suo cuore a Rozzano, Milano, per un paio di auricolari wireless del valore di 14 euro. La corte ha confermato le accuse di omicidio volontario aggravato e rapina aggravata, ma ha respinto il fattore aggravante dei motivi banali. Rezza aveva affermato di voler rubare qualsiasi cosa potesse vendere, compresi denaro e un telefono. Suo padre in seguito ha scartato gli auricolari e lo ha aiutato a fuggire, ma Rezza è stato catturato alla fine in Alessandria.
Lettura del bias (Centro): L'articolo riporta un caso penale che coinvolge un crimine violento e procedimenti legali. Mentre il caso coinvolge l'applicazione della legge e i processi giudiziari, l'inquadramento rimane neutrale, concentrandosi sui dettagli di fatto del crimine, sugli esiti del processo e sulle reazioni sia della famiglia della vittima che dell'imputato
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Il Fatto QuotidianoIndipendenteCentroFattualità 85Obiettività 7012 gg fa Uccise Manuel Mastrapasqua per delle cuffiette, confermata condanna a 27 anni per Daniele RezzaLa Corte d'Appello di Milano ha confermato una condanna a 27 anni di reclusione per Daniele Rezza, un 21enne che ha accoltellato e ucciso Manuel Mastrapasqua l'11 ottobre 2024, a Rozzano, vicino a Milano. L'attacco è avvenuto mentre Mastrapasqua tornava a casa dal lavoro in un supermercato, dopo essere uscito da un tram. Rezza, che affermava di essere alla ricerca di qualcosa da vendere, ha dato gli auricolari della vittima a suo padre prima di fuggire in treno e autobus. La corte ha respinto il fattore aggravante dei motivi banali ma ha riconosciuto la gravità del crimine. Il verdetto si allinea con la richiesta fatta dal procuratore Olimpia Bossi e include un risarcimento per la famiglia della vittima. Un rapporto psichiatrico ha concluso che Rezza era pienamente capace di comprendere il crimine e di agire al momento del crimine, escludendo la malattia mentale come fattore attenuante.
Lettura del bias (Centro): L'articolo presenta un procedimento giuridico di fatto senza un'aperta impostazione ideologica. Mentre il crimine è chiaramente condannato, il processo giudiziario è descritto in modo obiettivo, con un riconoscimento equilibrato sia della posizione dell'accusa che degli argomenti della difesa.
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Il GiornaleVicino a un partitoCentroFattualità 80Obiettività 7011 gg fa Sparò tre colpi e finì assolto: "Non voleva uccidere i ladri"Nel 2015, Graziano Stacchio, un dipendente di una stazione di servizio a Ponte di Nanto (Vicenza), ha risposto con un colpo di pistola ai rapinatori armati che stavano rapinando un negozio di gioielli vicino alla sua stazione di servizio. I rapinatori erano pesantemente armati, anche con un fucile Kalashnikov 7.62, riconosciuto come arma militare. Stacchio ha sparato tre colpi, due dei quali hanno colpito la carrozzeria dell'auto e uno ha colpito la coscia di uno dei rapinatori, non in un'area letale diretta verso il motore dell'auto. Inizialmente indagato per eccessiva autodifesa, Stacchio è stato successivamente assolto e concesso autodifesa. Nel 2016, i rapinatori sopravvissuti sono stati processati e condannati a nove anni di carcere e condannati a pagare i danni.
Lettura del bias (Centro): L'articolo presenta un resoconto factuale dell'incidente, dei procedimenti legali e dei risultati senza apertamente favorire nessuna delle parti, includendo dettagli sull'evento, le argomentazioni legali di difesa e il risultato giudiziario, fornendo informazioni equilibrate senza apparenti inquadrature ideologiche.
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