L'Istituto per le Persone Scomparse in Bosnia ed Erzegovina (INO) ha riferito che le famiglie hanno dato il consenso a queste sepolture. Tra coloro che saranno sepolti vi sono Senad Jusić, che aveva 20 anni al momento dell'attacco, e Mustafa Dautović, che aveva 56 anni. Le autorità serbo-bosniache hanno tentato di nascondere le prove del genocidio conducendo coperture e trasferendo dopo il massacro, che ha provocato la morte di oltre 8.000 bosniaci.
Lettura del bias (Progressista): L'articolo inquadra il genocidio come un'ingiustizia storica con enfasi sulla sofferenza dei bosniaci e gli sforzi in corso per commemorare e onorare le vittime.





