Il prossimo sistema di scambio di emissioni (ETS) della Turchia è destinato a guidare una grande trasformazione in settori industriali chiave, tra cui energia, metalli, cemento, prodotti chimici, vetro e ceramica. Il quadro normativo, istituito dalla Direzione per i cambiamenti climatici sotto il Ministero dell'Ambiente, dell'Urbanizzazione e del Cambiamento Climatico, è stato ufficialmente pubblicato nella Gazzetta ufficiale la scorsa settimana. Questo segna un passo fondamentale negli sforzi della Turchia per allinearsi con gli obiettivi climatici globali, gestendo le implicazioni economiche della decarbonizzazione.
Il regolamento ETS delinea la struttura giuridica per il mercato nazionale del carbonio della Turchia, con l'obiettivo di ridurre le emissioni di gas serra e promuovere l'adozione di tecnologie di produzione a basse emissioni di carbonio. Le imprese industriali saranno tenute a monitorare, segnalare e verificare le proprie emissioni e restituire le quote di emissione corrispondenti alla loro produzione verificata. Questo cambiamento trasforma il carbonio da una mera metrica ambientale in un fattore economico che influenza i costi di produzione, le strategie di investimento e la competitività complessiva. Seyit Ardıç, presidente della Camera d'industria di Ankara (ASO), ha sottolineato l'importanza del regolamento durante una dichiarazione all'agenzia statale Anadolu.
Secondo Ardıç, il sistema avrà effetti diretti sull'energia, ferro e acciaio, alluminio, cemento e calce, vetro e ceramica, carta e cellulosa, nonché su specifiche attività di produzione di prodotti chimici e idrogeno.
Ha sottolineato la necessità di prestare particolare attenzione alle piccole e medie imprese (PMI), che richiedono un'assistenza sostanziale per gestire i costi associati. "Dobbiamo trasformare questo processo in un'opportunità di trasformazione che rafforzi la competitività della nostra industria", ha affermato.
Nel quadro dell'ETS turco, gli impianti che emettono oltre 50.000 tonnellate di CO2 all'anno saranno tenuti a monitorare e segnalare le loro emissioni e presentare certificati corrispondenti alla loro produzione annuale. Ember ha sottolineato che la decisione della Turchia di attuare l'ETS è in gran parte guidata dalle sue relazioni commerciali con l'Unione europea. Il CBAM consente detrazioni nei costi del carbonio se un prezzo del carbonio è già stato pagato nel paese esportatore. L'attuazione di un ETS efficace in Turchia assicura che questi costi rimangano nel paese, indirizzando i fondi verso la transizione verde delle industrie nazionali. Questo approccio migliora anche la competitività dei settori di esportazione della Turchia nei mercati internazionali.
Con l'avvio del sistema ETS, le parti interessate di tutto il settore industriale si stanno preparando alle sfide e alle opportunità che si apriranno. Con il sistema pronto a rimodellare le pratiche di produzione e le dinamiche economiche, nei prossimi mesi verrà probabilmente focalizzata l'attenzione sulla conformità, l'innovazione e l'adattamento strategico. Il successo di questa iniziativa dipenderà dall'efficacia dei meccanismi di sostegno e dalla capacità delle imprese di orientarsi nel panorama in evoluzione della produzione sostenibile.
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