L'amministrazione Trump ha aumentato le sue politiche di deportazione a livelli senza precedenti, creando un sistema che i critici descrivono come simile alla famigerata baia di Guantanamo. Questi sforzi hanno portato alla creazione di strutture di detenzione segrete all'estero, in particolare in Eswatini, che fungono da base per gli immigrati privi di documenti. La situazione è venuta alla luce attraverso il racconto straziante di Roberto Mosquera, un immigrato cubano che si è trovato bloccato in Eswatini dopo essere stato deportato in circostanze controverse. Mosquera, arrivato negli Stati Uniti all'età di dodici anni da Cuba, ha vissuto una vita relativamente stabile dopo aver scontato una breve pena detentiva per tentato omicidio.
Dopo il suo rilascio, è diventato un idraulico, si è sposato e ha cresciuto quattro figli. Le autorità di immigrazione statunitensi, assicurando il rispetto dei requisiti legali. Tuttavia, nel giugno 2025, durante un processo di rinnovo del visto di routine, Mosquera è stato improvvisamente portato in Eswatini. Il suo caso mette in evidenza la natura arbitraria dell'attuale regime di espulsione, poiché è stato inviato a forza in un paese di cui non aveva mai sentito parlare, senza un chiaro percorso di ritorno.
L'accordo ha suscitato critiche internazionali, con molti che lo vedono come una forma di resa moderna. Il Dipartimento di Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti ha celebrato la deportazione di Mosquera e di altri tre con un post sui social media che li ha definiti "mostri depravati" i cui paesi d'origine si sono rifiutati di accettarli.
Nonostante la posizione ufficiale, la realtà per i detenuti come Mosquera rimane tetra, con poche speranze di rimpatrio o ricorso legale. recenti ordini amministrativi, come la "Guida provvisoria per quanto riguarda l'autorità di detenzione", hanno concesso all'Immigrazione e all'applicazione delle dogane (ICE) ampi poteri di detenere individui a tempo indeterminato, indipendentemente dalla loro durata di residenza o dai legami con la comunità.
La situazione ha raggiunto un punto critico con la revoca dello status di protezione temporanea per 300.000 haitiani, spingendo l'ICE a implementare check-in obbligatori e l'uso di monitor della caviglia. Questa mossa ha intensificato le tensioni in comunità come Springfield, Ohio, dove 16.000 haitiani hanno ricevuto avvisi che richiedono loro di rispettare le nuove normative.
Mentre l'amministrazione continua a spingere avanti la sua agenda di deportazione, la difficile situazione di individui come Mosquera serve come un chiaro promemoria del costo umano associato a queste politiche. La crisi in corso solleva domande urgenti sulle implicazioni etiche dell'uso di giurisdizioni straniere per gestire le questioni di immigrazione interna e se tali pratiche si allineano con i valori di giustizia e dignità che gli Stati Uniti affermano di sostenere.
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